Il mondiale 2026 prende il via da Melbourne: addio DRS, con le cinque zone in modalità rettilineo e la nuova modalità sorpasso si apre una era

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’attesa è finita, e per la Formula 1 è tempo di voltare pagina. Il semaforo verde del Gran Premio d’Australia, in programma sul tracciato dell’Albert Park nel weekend dal 6 all’8 marzo, non segnerà soltanto l’avvio del mondiale 2026, ma darà il via a una delle rivoluzioni tecniche più radicali che il Circus abbia mai affrontato. Le nuove monoposto, nate da un regolamento che ridisegna profondamente il concetto stesso di motore e aerodinamica, si apprestano a calcare l’asfalto di Melbourne per il primo vero banco di prova, un tracciato, tra l’altro, che per le sue caratteristiche si preannuncia come uno stress test estremamente significativo per la gestione delle novità. La modifica più immediatamente visibile per gli appassionati, e che impatterà direttamente lo spettacolo in pista, riguarda il superamento del vecchio DRS, il sistema di riduzione della resistenza aerodinamica utilizzato fino allo scorso anno. Al suo posto, la Federazione ha introdotto un concetto completamente nuovo, che lega l’aerodinamica attiva alla gestione dell’energia.

Cinque zone di attivazione per la nuova aerodinamica a Melbourne

Sulla mappa dell’Albert Park Circuit, tradizionale palcoscenico d’apertura della stagione, sono state ufficialmente individuate cinque aree dedicate alla cosiddetta "Straight Line Mode", la modalità rettilineo che sfrutta l’aerodinamica attiva delle nuove vetture. A differenza del passato, quando solo il flap posteriore poteva aprirsi, oggi entrambi gli alettoni, anteriore e posteriore, modificano il loro angolo per ridurre al minimo la resistenza dell’aria sui lunghi rettilinei, un accorgimento tecnico fondamentale, vista la nuova filosofia dei propulsori che richiede un’efficienza estrema. Le zone interessate, come rivelato dalle planimetrie aggiornate del circuito, comprendono il lungo rettilineo dei box, ma anche i tratti più brevi ma veloci tra le curve 2 e 3, il breve scatto tra le curve 5 e 6, il lungo curvone sinistro di Lakeside Drive e infine la discesa che conduce alla curva 11. In ognuno di questi punti, le ali si "apriranno" per garantire la massima velocità di punta, per poi richiudersi in configurazione da alto carico in inserimento di curva.

Il sorpasso cambia volto: arriva la Overtake Mode

Parallelamente all’aerodinamica attiva, il 2026 segna il debutto di un nuovo sistema studiato per favorire i sorpassi, battezzato "Overtake Mode". Se la Straight Line Mode è una funzione legata alla configurazione del circuito e potenzialmente sfruttabile in ogni giro, la modalità sorpasso è un’arma in più a disposizione del pilota che attacca. Il funzionamento, pur ricordando in parte i vecchi meccanismi di attivazione del DRS, si basa su un principio completamente diverso e più complesso, legato alla gestione dell’energia elettrica. Quando un pilota si troverà a meno di un secondo dal rivale al punto di rilevamento, posizionato in questo caso dopo l’ultima curva, potrà contare su un surplus di potenza elettrica. Mentre la potenza erogata dal sistema ibrido tenderebbe naturalmente a calare oltre una certa velocità per ragioni di efficienza, l’Overtake Mode permette di mantenere i 350 kilowatt di potenza massima fino a 340 chilometri orari, garantendo così una marcia in più al momento decisivo, in particolare sul lungo rettilineo d’arrivo.

Un impianto tecnico complesso tra nuove power unit e gestione energetica

Queste novità, che saltano subito all’occhio guardando il tracciato di Albert Park con le sue cinque zone di attivazione, sono solo la punta dell’iceberg di un cambiamento epocale che coinvolge il cuore pulsante delle monoposto. I nuovi motori, con una ripartizione della potenza quasi equamente divisa tra termico ed elettrico, impongono una gestione della carica della batteria completamente inedita, un compito che ricadrà in larga parte sull’abilità dei piloti. La decisione di eliminare il vecchio DRS, d’altronde, è una conseguenza diretta dell’introduzione dell’aerodinamica attiva, un sistema pensato non solo per ridurre la resistenza, ma anche per accumulare energia in modo più efficiente. L’incognita, per gli addetti ai lavori e per gli appassionati che seguiranno la diretta dal circuito australiano, è proprio come queste variabili si tradurranno in duelli ruota a ruota: se la nuova Overtake Mode riuscirà a garantire lo stesso tasso di sorpassi del suo predecessore o se, al contrario, la complessità della gestione energetica porterà i piloti a dover razionare ogni singolo kilojoule, penalizzando gli attacchi.

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