Acea, gli analisti corrono ai ripari dopo i conti record: Equita alza il target a 26 euro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il 2025 si chiude con numeri che difficilmente passano inosservati sui radar di Piazza Affari, e il mercato, si sa, non perdona ritardi né esitazioni quando si tratta di rincorrere una società che viaggia a ritmi superiori alle attese. La multiutility romana Acea, reduce da un’esercizio che l’amministratore delegato Fabrizio Palermo non ha esitato a definire “ai massimi storici”, si ritrova ora al centro dell’attenzione delle principali sim e banche d’affari, costrette ad aggiornare al rialzo i propri modelli di valutazione per stare al passo con una macchina che macina utili e investimenti con una costanza che appare, a tutti gli effetti, fuori dall’ordinario. Il consiglio di amministrazione, guidato dalla presidente Barbara Marinali, ha dato il via libera a un bilancio che parla chiaro: un utile netto che balza del 45% toccando quota 481 milioni di euro, un risultato che inCorpora, è bene ricordarlo, la plusvalenza straordinaria da 111,3 milioni derivante dalla cessione della rete in alta tensione a Terna, ma che anche depurato delle componenti non ricorrenti segna una crescita solida del 15%.

Di fronte a questa valanga di numeri positivi, che comprendono un Ebitda pro-forma salito a 1,42 miliardi e investimenti lordi per oltre 1,53 miliardi – di cui l’89% concentrato nei business regolati, a dimostrazione di una strategia chiara e lineare – gli analisti di Equita sono intervenuti con decisione sul Titolo. La sim milanese ha incrementato il target price da 24 a 26 euro per azione, ritoccando al rialzo del 5% la propria valutazione e confermando la raccomandazione "Buy". Il giudizio, si legge nella ricerca diffusa in queste ore, poggia su pilastri ben precisi: la lettura positiva di risultati che hanno superato le stime, in particolare per quanto riguarda l'andamento del debito e la generosità del dividendo proposto – 1,20 euro per azione, con una cedola in crescita del 26% che include una parte straordinaria di 0,25 euro legata proprio alla cessione della rete – ma anche una guidance per il 2026 che gli stessi esperti giudicano prudente, se non conservativa.

Opportunità di medio termine e scenari regolatori

Non è solo la fotografia dell'esercizio appena concluso a spingere le valutazioni degli analisti, quanto piuttosto il quadro prospettico che si apre davanti alla controllata del Campidoglio. Equita, nel dettaglio del proprio report, ha voluto sottolineare come le opzioni di crescita nel medio termine appaiano molteplici e di sostanza, capaci di alimentare la macchina degli investimenti ben oltre l'orizzonte dell'attuale piano industriale. La finanziaria del 2026, ad esempio, apre spiragli concreti per l'estensione decennale della concessione nell'ATO2, un passaggio che, se finalizzato entro l'anno, darebbe piena visibilità agli 1,5 miliardi già stanziati per il mastodontico progetto del raddoppio dell'acquedotto del Peschiera, un'opera da 800-900 milioni al netto dei contributi pubblici che da sola vale circa un quinto della RAB complessiva nel settore idrico.

A ciò si aggiungono le sinergie potenziali derivanti dall'acquisizione di AcquaNexa, operazione che potrebbe generare opzioni addizionali sia sul versante delle fusioni e acquisizioni sia su quello industriale, con un contributo atteso all'Ebitda stimato tra i 25 e i 30 milioni di euro. E ancora, l'estensione delle concessioni nel settore della distribuzione elettrica, attesa nei prossimi mesi, potrebbe tradursi in ulteriori chance di crescita della base asset regolati, senza dimenticare la sensibilità del comparto generazione alle fluttuazioni dei prezzi dell'energia: ogni variazione di 10 euro per megawattora, spiegano da Equita, incide per circa 3 milioni sull'Ebitda di quel ramo d'azienda.

Il coro degli analisti e la fiducia del mercato

Sulla stessa lunghezza d'onda si è mossa anche Banca Akros, che all'indomani della diffusione dei dati ha portato il proprio target price da 23,50 a 25 euro, confermando il giudizio "Buy" e motivando la decisione con la crescita solida delle attività regolamentate e la buona visibilità offerta dal piano industriale. Un coro di consensi, quello che sale dalla comunità finanziaria, che trova riscontro anche nei numeri di sintesi raccolti dalle agenzie internazionali: secondo le rilevazioni di FactSet riportate da Barron's, la raccomandazione media si attesta su "Buy", con un target price medio di poco superiore ai 24 euro e un massimo a 26,50, a testimonianza di un sentiment diffuso che premia la svolta impressa dal management.

Investimenti record e trasformazione operativa

Dietro i numeri, naturalmente, c'è una strategia industriale che Palermo ha voluto ribadire con forza in sede di commento ai risultati. La multiutility capitolina ha realizzato nell'anno investimenti per oltre 1,5 miliardi, destinati in larga parte allo sviluppo delle reti idriche ed elettriche e al potenziamento degli impianti nel settore ambientale, confermando quel ruolo di operatore infrastrutturale di riferimento che il governo e le amministrazioni locali guardano con crescente interesse. Il percorso di trasformazione organizzativa avviato negli ultimi anni ha portato a una crescente focalizzazione sui business regolati – che oggi rappresentano circa il 96% dell'Ebitda ricorrente – e a una disciplina finanziaria che ha consentito il miglioramento contestuale di tutti gli indicatori economici e patrimoniali, con un rapporto debito netto su Ebitda sceso a 3,28 volte.

Sul versante della sostenibilità, tema sempre più centrale nelle valutazioni delle grandi utility, Acea ha integrato nella propria relazione la rendicontazione prevista dal decreto legislativo 125/2024, evidenziando un peso delle rinnovabili salito al 63% del mix produttivo e un utilizzo di acqua riciclata che ha raggiunto il 90% dei consumi industriali, per un volume complessivo di 4,4 milioni di metri cubi. L'upgrade del rating Moody's a Baa1, unito alla conferma del giudizio EE+ "Very Strong" da parte di Standard Ethics, suggella un'annata che, al di là delle fluttuazioni di Borsa, consegna agli azionisti un gruppo profondamente rinnovato nella struttura e nelle prospettive.

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