Duplice omicidio a Bologna, il presunto assassino fermato a Barcellona

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Erano le sei del mattino di lunedì 2 giugno quando Gennaro Maffia, 48 anni, è uscito dall’appartamento di piazza dell’Unità, nel quartiere Bolognina, con uno zaino in spalla e due valigie. Indossava una maglia giallo-arancio e pantaloni corti, come mostrano le immagini delle telecamere di sorveglianza diffuse dalla Polizia. Diretto all’aeroporto Marconi di Bologna, secondo gli investigatori della squadra mobile – coordinati dal pm Tommaso Pierini – si stava allontanando dopo aver ucciso Luca Gombi, 50 anni, e Luca Monaldi, 54, trovati senza vita nella stessa abitazione.

Il movente, stando alle prime ricostruzioni, sarebbe da ricercare in un rancore covato a lungo. Gli inquirenti, lavorando senza sosta, hanno ricostruito la dinamica del delitto in poche ore, ottenendo dal gip Claudio Paris un fermo per Maffia, poi arrestato all’aeroporto di Barcellona, dove era appena atterrato. Le immagini che lo ritraggono mentre abbandona la casa con i bagagli sono diventate decisive per incastrarlo.

I due vittime, sposati tra loro, condividevano l’appartamento con il presunto assassino, terzo inquilino dello stabile. La scientifica, al lavoro sul luogo del crimine, ha raccolto elementi utili a confermare la pista del coinquilino, mentre gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, insieme alla mobile, hanno tracciato i suoi spostamenti fino al volo per la Spagna

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