Casa Bianca in lockdown, cosa accade quando scatta l’allarme

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Casa Bianca è stata messa in lockdown dopo una sparatoria avvenuta nelle vicinanze del complesso presidenziale, dove si trova Donald Trump, con l’attivazione immediata dei protocolli di sicurezza del Secret Service. Diversi colpi di arma da fuoco sono stati uditi all’angolo tra la 17th Street e Pennsylvania Avenue Northwest, proprio all’esterno dell’area che ospita la residenza del presidente degli Stati Uniti. Le restrizioni sono scattate in pochi secondi: movimenti bloccati, accessi congelati e personale radunato nelle aree considerate sicure mentre gli agenti intervenivano sul posto.

Secondo quanto riferito dalle forze di sicurezza, un uomo si sarebbe avvicinato a un check point ed avrebbe estratto un’arma da una borsa, iniziando a sparare contro gli agenti di guardia. Gli uomini del Secret Service hanno quindi aperto il fuoco contro l’assalitore, uccidendolo. La sparatoria avrebbe coinvolto anche una delle guardiole di sicurezza presidiate dagli agenti incaricati della protezione dell’area. L’episodio è avvenuto intorno alle 18 ora locale, mentre in Italia era già passata la mezzanotte, e ha provocato il blocco immediato dell’intero complesso della Casa Bianca.

Come funziona il lockdown della Casa Bianca

Quando viene dichiarato il lockdown della Casa Bianca, il Secret Service applica procedure di emergenza ad alta intensità progettate per proteggere il presidente, il personale interno e i visitatori presenti nel complesso. Gli ingressi vengono chiusi, gli spostamenti interni limitati e ogni attività esterna sospesa fino a quando la minaccia non viene neutralizzata. I giornalisti presenti nella residenza presidenziale sono stati radunati nella briefing room, una delle aree utilizzate durante le situazioni di emergenza per concentrare il personale e limitare l’esposizione al rischio.

Le operazioni di sicurezza prevedono anche il controllo immediato dei punti sensibili intorno alla residenza presidenziale, compresi i check point e le postazioni presidiate dagli agenti armati. In queste situazioni il complesso viene di fatto isolato dal resto della città, mentre le comunicazioni vengono coordinate direttamente dalle autorità federali. La priorità resta congelare ogni movimento e impedire che eventuali minacce possano avvicinarsi alle aree protette della Casa Bianca.

Le immagini della sparatoria diventate virali

Tra le scene che hanno attirato maggiore attenzione ci sono quelle della giornalista Selina Wang, corrispondente dalla Casa Bianca per Abc, sorpresa dagli spari durante un collegamento video dall’interno della residenza presidenziale. La reporter stava registrando un video social dal prato nord della Casa Bianca quando ha sentito una serie di colpi di arma da fuoco. Le immagini mostrano la giornalista mentre interrompe improvvisamente il collegamento e cerca riparo, visibilmente spaventata.

L’episodio ha rapidamente fatto il giro dei social, contribuendo a diffondere in tempo reale le tensioni vissute nelle vicinanze della Casa Bianca durante la sparatoria. La presenza di giornalisti e troupe televisive all’interno del complesso ha reso immediatamente visibili gli effetti del lockdown e delle procedure di emergenza attivate dal Secret Service. In pochi minuti l’area è stata completamente blindata, mentre gli agenti verificavano che non vi fossero ulteriori minacce nei pressi della residenza presidenziale.

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