Israele escluso dalla Fiera del Levante, scontro politico tra Leccese e Gasparri

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La prossima edizione della Fiera del Levante, in programma a Bari dal 13 al 21 settembre, non vedrà la partecipazione di Israele. La decisione, annunciata dal presidente Gaetano Frulli, segue di fatto l’invito formale rivolto lo scorso luglio dal sindaco Vito Leccese, che aveva esortato gli organizzatori a escludere lo stato israeliano in segno di protesta contro l’offensiva militare a Gaza. Una mossa che ha scatenato un aspro dibattito politico, con accuse di antisemitismo e repliche infuocate.

«Gasparri che mi accusa di antisemitismo è un grottesco cortocircuito della storia», ha ribattuto Leccese alle critiche del presidente dei senatori di Forza Italia, il quale aveva definito la scelta «inaccettabile». Il sindaco, da parte sua, ha ricordato di aver conferito nel 2012 le chiavi della città allo scrittore israeliano David Grossman e di aver rimosso una mostra di Giovanni Gasparro dopo le proteste della comunità ebraica. «La mia città è un simbolo di pace», ha aggiunto, respingendo ogni accusa di discriminazione.

Maurizio Gasparri, però, non ha attenuato i toni: «A Bari si premiano personaggi sconcertanti come Francesca Albanese e si mette al bando Israele», ha dichiarato, riferendosi alla recente decisione di conferire alla relatrice Onu sui diritti umani nei territori palestinesi un riconoscimento cittadino. Leccese, dal canto suo, ha liquidato l’attacco definendo Gasparri «nostalgico del fascismo», aggiungendo che da lui «non accetterà lezioni».

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