Tariffa di transito, la svizzera alza il muro: pedaggio extra per chi attraversa senza fermarsi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Il Parlamento elvetico ha dato il via libera a una svolta destinata a ridisegnare le abitudini di viaggio di milioni di automobilisti europei, approvando in via definitiva l’introduzione di una tassa aggiuntiva per i veicoli stranieri che utilizzano il territorio confederale come semplice corridoio di passaggio. La misura, che ora attende solo la definizione dei dettagli attuativi da parte del Consiglio federale, colpisce in particolare chi, come spesso accade nei periodi di alta stagione turistica, attraversa le Alpi per raggiungere le località di villeggiatura italiane, gli eventi in Austria o il celebre Motorrad Days a Garmisch-Partenkirchen, sfruttando le autostrade e i grandi valichi senza però fermarsi per una sosta o un pernottamento.
L’iter legislativo si è concluso con un ampio consenso trasversale: dopo il via libero unanime del Consiglio degli Stati (la camera dei cantoni) dello scorso settembre, è arrivato il definitivo sigillo del Consiglio nazionale con 173 voti favorevoli, 13 contrari e tre astensioni. A promuovere l’iniziativa è stato il senatore Marco Chiesa, il quale ha posto l’accento sulla necessità di proteggere le regioni alpine dal crescente impatto del traffico pesante e leggero, citando l’articolo 84 della Costituzione federale che impone alla Confederazione di limitare il carico derivante dal traffico di transito a un livello sostenibile per l’uomo e per l’ambiente.
Il peso del traffico parassitario e il sistema di controllo digitale
L’obiettivo dichiarato è ridurre la congestione lungo le arterie cruciali come l’asse del San Gottardo e del San Bernardino, dove i fine settimana di vacanza si traducono in code chilometriche. I dati ufficiali indicano che circa un terzo del traffico totale attraverso le Alpi è composto proprio da viaggi di puro transito, un flusso che, come sottolineato dal consigliere nazionale Simon Stadler, "schiaccia" letteralmente le aree di confine come il Canton Uri, penalizzandone la qualità della vita senza apportare alcun beneficio economico. Per ovviare a questo squilibrio, la nuova tassa mira a trasformare l’attraversamento, finora coperto dalla sola vignetta autostradale annuale del costo di 40 franchi, in un’operazione più onerosa per chi non contribuisce al sistema attraverso il consumo locale.
Tecnicamente, la riscossione avverrebbe attraverso un sistema di telecamere installate ai valichi di frontiera, in grado di rilevare la targa all’ingresso e all’uscita dal Paese. L’importo previsto si aggira intorno ai 21 franchi (circa 23 euro) per singola traversata, una cifra che potrebbe subire variazioni in base alla densità del traffico, all’orario o al periodo dell’anno per incentivare gli spostamenti nelle fasce di minore afflusso. Sebbene il Consiglio federale abbia sollevato perplessità in merito alla complessità amministrativa e alla compatibilità giuridica con gli accordi bilaterali con l’Unione Europea, il mandato per elaborare un progetto di legge concreto è ora formalmente nelle sue mani.
Le criticità giuridiche e le sfide di implementazione
Il ministro dei trasporti Albert Rösti, pur riconoscendo la legittimità costituzionale dell’obiettivo, ha infatti messo in guardia sulle difficoltà pratiche di definire in modo inequivocabile cosa costituisca un "soggiorno significativo" tale da esentare dal pagamento. La distinzione tra chi attraversa la frontiera a Basilea per poi uscire a Chiasso dopo poche ore e chi effettua una sosta per fare rifornimento, cenare o pernottare rappresenta un confine giuridico sfumato, che richiederà un’ingegneria normativa precisa per evitare contenziosi e tensioni diplomatiche con i Paesi confinanti. A questo si aggiungono i costi di implementazione di un sistema di controllo capillare ai confini, una infrastruttura tecnologica che, secondo i critici, rischia di essere sproporzionata rispetto ai benefici attesi.
Nonostante le ombre legate all’applicazione, la volontà politica di procedere appare consolidata. La nuova tariffa si configurerebbe come un aggravio sostanziale rispetto alla vignetta autostradale, il cui modello annuale, già criticato per la mancanza di flessibilità (non esistono vignette giornaliere o settimanali), viene ora affiancato da questo ulteriore strumento di tariffazione. Per gli appassionati di motociclismo e per i turisti che, come chi si reca ai grandi raduni europei, vedono nella Svizzera una tappa obbligata ma non una destinazione, l’effetto sarà quello di una razionalizzazione dei costi di viaggio, spingendo probabilmente a riconsiderare l’uso delle autostrade rispetto ai percorsi alternativi o i tempi di attraversamento.




