Prezzi di benzina e diesel alle stelle, il governo vara il decreto ponte sulle accise mobili
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Redazione Economia
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Un pieno di gasolio che, rispetto a inizio luglio, viene a costare oggi quindici euro in più; una benzina che, sulla rete ordinaria, segna un rincaro di quasi diciotto centesimi al litro; e il prezzo medio nazionale che, per quanto riguarda il gasolio, supera ormai ampiamente la soglia dei 2,18 euro al litro. Sono questi i numeri, certificati dal Codacons e dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, che hanno spinto il Consiglio dei ministri a riunirsi nel pomeriggio di oggi, alle 17:30, per varare un primo intervento d'urgenza.
Un decreto ponte, insomma, studiato per tamponare l'emergenza dei rincari prima ancora di poter mettere a frutto i dati definitivi sull'extragettito Iva di luglio, quei numeri che consentiranno poi di attivare il meccanismo vero e proprio dell'accisa mobile.
I numeri del caro-carburanti e l'impatto sulle tasche degli italiani
Il quadro che emerge dalle rilevazioni ufficiali è piuttosto chiaro, seppur allarmante per automobilisti e imprese del trasporto su gomma. Dal 3 luglio, giorno della scadenza dell'ultimo taglio delle accise voluto dal precedente esecutivo, il prezzo del gasolio ha fatto registrare un'autentica impennata: +30,3 centesimi sulla rete ordinaria, il che si traduce in un aumento percentuale del 16%, e +28,7 centesimi in autostrada.
La benzina, dal canto suo, ha seguito un percorso analogo seppur leggermente meno marcato, con un rincaro di 17,9 centesimi al litro che ha portato i prezzi medi a toccare quota 1,982 euro al litro. Questi dati, elaborati dall'associazione dei consumatori Codacons, disegnano uno scenario in cui il costo del pieno per un'automobile a gasolio si è letteralmente impennato, costringendo le famiglie a rivedere le proprie spese per la mobilità in un momento, tra l'altro, caratterizzato dalle partenze per le vacanze estive.
L'intervento sul quale il governo sta lavorando, e che sarà al centro del Consiglio dei ministri di oggi, ha un duplice obiettivo: da un lato, calmierare immediatamente i prezzi alla pompa, con un focus particolare sul gasolio che ha toccato le vette più elevate; dall'altro, gettare le basi per un meccanismo di aggiustamento più strutturale, legato all'andamento delle entrate fiscali.
La strategia, insomma, si articola in due fasi distinte: una prima, immediata, che verrà varata con il decreto ponte di oggi pomeriggio; e una seconda, che arriverà solo dopo i primi giorni di agosto, quando il Ministero dell'Economia e delle Finanze avrà contezza esatta dell'extragettito Iva maturato nel mese di luglio. Sarà proprio quel dato, infatti, a determinare l'entità del taglio delle accise mobili e a consentire un eventuale ulteriore abbassamento dei prezzi.
Il meccanismo delle accise mobili e i tempi dell'intervento ponte
Il dispositivo normativo su cui si concentrano le attenzioni del governo è quindi duplice, come detto, e presenta una complessità tecnica non indifferente. Da una parte, c'è il decreto ponte che verrà discusso e probabilmente approvato già nel corso della riunione di oggi a palazzo Chigi: un provvedimento di emergenza, la cui finalità principale è quella di riportare il prezzo del gasolio, ormai stabilmente vicino ai 2,2 euro al litro sull'intero territorio nazionale, sotto la soglia psicologica dei due euro.
Dall'altra parte, c'è l'architettura più articolata delle accise mobili, un meccanismo che lega la fiscalità sui carburanti all'andamento dell'Iva e che, in questo caso, potrà essere azionato soltanto a consuntivo, una volta che il Mef avrà elaborato i dati relativi alle maggiori entrate del mese di luglio.
Questa tempistica, se da un lato garantisce un approccio basato sui numeri e sulla sostenibilità dei conti pubblici, dall'altro impone al governo di agire d'urgenza per non lasciare le famiglie e le imprese in balia di un'impennata che, di fatto, rischia di frenare i consumi e di alimentare ulteriormente l'inflazione.
L'attenzione del Consiglio dei ministri, in questa ottica, è concentrata sulla definizione dell'entità del taglio per il gasolio, che rappresenta il carburante più utilizzato per il trasporto di merci e per la mobilità di molti lavoratori, e sul quale si gioca una partita delicata sia sul piano economico che su quello del consenso. Il confronto di oggi pomeriggio, che si terrà a partire dalle 17:30, si preannuncia quindi serrato, con i ministri chiamati a trovare una quadra tra l'urgenza di calmierare i prezzi e la necessità di mantenere sotto controllo i saldi di finanza pubblica.
I rincari estivi e lo scenario dei prezzi medi rilevati dal ministero
Secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio nazionale della benzina si attesta a 1,982 euro al litro, mentre per il gasolio la media è di 2,185 euro al litro. Si tratta di valori che, pur variando leggermente da un distributore all'altro e da una regione all'altra, disegnano un panorama omogeneamente orientato al rialzo, con picchi che in alcune aree del paese superano già largamente la soglia dei 2,2 euro per il gasolio.
Il confronto con i dati di inizio luglio, come sottolineato dal Codacons, è impietoso: un pieno di gasolio, che all'inizio del mese costava circa 15 euro in meno, rappresenta ora una voce di spesa significativamente più pesante per i bilanci familiari, in un momento dell'anno in cui la mobilità aumenta per via delle vacanze e degli spostamenti stagionali.
La scelta del governo di concentrare il primo intervento ponte proprio sul gasolio, dunque, risponde a una logica di impatto immediato sul costo della vita e sulla competitività delle imprese, che vedono lievitare i costi di trasporto e logistica. L'auspicio è che il provvedimento varato oggi possa avere un effetto immediato sui listini, riportando il prezzo del gasolio sotto la soglia critica dei due euro e alleggerendo, almeno in parte, la pressione sulle tasche dei consumatori.
Resta inteso, tuttavia, che il vero banco di prova sarà rappresentato dai dati di luglio sull'extragettito Iva, che determineranno l'ampiezza del secondo intervento e la concreta attuazione del meccanismo delle accise mobili, con tutte le implicazioni che esso comporta in termini di gettito fiscale e di equilibrio dei conti pubblici.
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