Borsa Milano giù prima di Ferragosto, Ftse Mib -0,2% e scambi ridotti, vola Fincantieri ( 3,2%)

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Piazza Affari archivia l'ultima seduta prima di Ferragosto con un lieve segno negativo, in un clima tipicamente estivo caratterizzato da volumi molto ridotti e da movimenti selettivi sui principali titoli del listino. L'indice Ftse Mib ha chiuso in ribasso dello 0,2% a 53.583 punti, con il controvalore degli scambi che si è fermato a 2,5 miliardi di euro, il livello più basso delle ultime cinque sedute.

Una flessione contenuta, quella dello 0,20%, che rientra nella normale volatilità di breve periodo dei mercati azionari, ancor più in una giornata che precede una delle festività più sentite in Italia e che ha visto le Borse europee muoversi in ordine sparso.

Spread in rialzo e rendimenti in movimento

Sul fronte obbligazionario, l'attenzione si è concentrata sul rialzo dello spread tra Btp e Bund decennali, un indicatore chiave per misurare il rischio percepito sull'Italia rispetto alla Germania. Il differenziale è salito a 78,1 punti base, in aumento rispetto ai 76,6 punti registrati in apertura di giornata. A trainare questo movimento è stato l'incremento dei rendimenti: il Btp decennale ha visto il suo rendimento annuo salire di 9 punti base, portandosi al 3,98%, mentre il Bund tedesco decennale è aumentato di 7,3 punti base fino al 3,2%.

Un rialzo che non ha riguardato solo Italia e Germania, ma che si è esteso anche al titolo di Stato francese, il cui rendimento è schizzato al 4,04%, segnalando una fase di tensione generalizzata sul mercato obbligazionario europeo.

Realizzi sui big e utility in affanno

Tra le blue chip di Piazza Affari sono proseguite le prese di beneficio su alcuni titoli reduci da forti apprezzamenti. Prysmian, colosso dei cavi per energia e telecomunicazioni, ha ceduto il 2,03% dopo essere salita del 14,5% nelle ultime due settimane, mentre STMicroelectronics ha perso l'1,94%, dopo un progresso del 12,4% nello stesso periodo. Seduta decisamente debole anche per il comparto delle utility: Enel ha lasciato sul terreno il 2%, Italgas ha registrato un ribasso dell'1,56% e Terna ha chiuso in calo più contenuto, pari all'1,11%.

Un andamento che riflette la sensibilità di questi titoli ai movimenti dei tassi di interesse, in una giornata in cui i rendimenti sono saliti in modo diffuso. In difficoltà anche il comparto del lusso, con Ferragamo in calo dell'1,03% e Brunello Cucinelli in ribasso dello 0,91%.

Fincantieri sugli scudi per la direttiva Trump

In netta controtendenza rispetto al resto del listino, Fincantieri ha messo a segno un deciso progresso del 3,2%, sostenuta da una notizia di portata internazionale. Il rialzo del titolo del gruppo cantieristico italiano è arrivato in scia alla firma, da parte del Presidente Donald Trump, di un memorandum sulla sicurezza nazionale che apre la costruzione di navi della Marina statunitense ai cantieri navali esteri.

Il provvedimento, che consente a costruttori come Fincantieri di realizzare fino a due imbarcazioni nei propri cantieri della casa madre, ha premiato le aspettative sul gruppo italiano che, negli ultimi dieci anni, ha investito oltre 800 milioni di dollari nei suoi cantieri statunitensi, tra cui Fincantieri Marinette Marine nel Wisconsin e Fincantieri Bay Shipbuilding. Un buon andamento complessivo per il comparto della difesa in Europa, che ha visto in rialzo anche Leonardo (+1,01%) e Avio (+0,51%).

Seduta brillante, infine, per Amplifon, che è avanzata del 2,48%, mentre tra i bancari si segnalano gli acquisti su Mps (+0,7%), Banco Bpm (+0,65%) e Intesa Sanpaolo (+0,6%).

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