Genesis Gv60 Magma, il prezzo del nuovo bolide coreano

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La casa automobilistica Genesis, che è diventata la punta di diamante del Gruppo Hyundai con sede a Seoul, ha aperto ufficialmente gli ordini per la prima vettura destinata alla neonata divisione Magma. Si tratta della Gv60 Magma, un crossover dal piglio marcatamente sportivo che abbandona ogni velleità prudenziale per proiettare il marchio nell’era del cosiddetto “Design Driven Performance”, concetto che pone l’estetica al servizio della sostanza meccanica senza però mai stravolgerne la raffinatezza di fondo.

Il modello, presentato alla stampa specializzata durante alcune sessioni di test sul circuito Paul Ricard, è destinato a scardinare i luoghi comuni legati alla mobilità elettrica, spesso accusata – a torto o ragione – di sterilità emotiva, proponendosi invece come strumento di puro piacere di guida senza rinunciare a quella quiete operativa tipica della propulsione a batteria.

Estetica scolpita e aerodinamica da attacco

Poggiando a terra con un’autorità che la versione standard poteva solo immaginare, la Gv60 Magma si presenta con una carrozzeria allargata e ribassata di ben venti millimetri, modifiche che incidono immediatamente sulla percezione visiva della mole.

Cerchi da ventuno pollici dal colore grigio opaco e pinze freno generose fanno capolino dietro le razze, mentre il paraurti anteriore è stato ridisegnato per ospitare tre grandi prese d’aria che rinfrescano i comparti meccanici; non manca, naturalmente, un’enorme ala posteriore che, insieme al diffusore, garantisce la deportanza necessaria a tenere incollata l’auto all’asfalto quando la velocità sale.

All’interno, segnali di sportività si ritrovano nei sedili a guscio regolabili elettricamente in dieci posizioni, i quali, rivestiti in pelle scamosciata, mantengono un comfort adatto ai lunghi viaggi pur bloccando il corpo in curva grazie a un supporto laterale maggiorato. Le cuciture arancioni, d’altronde, punteggiano l’intero abitacolo richiamando il nome Magma, mentre il volante esclusivo monta il pulsante per la modalità Boost, testimonianza della volontà di tenere il pilota costantemente in controllo della ferocia del mezzo.

Numeri da vera sportiva sotto la scocca

Sotto il cofano, anzi, sotto il pavimento, la sostanza cambia radicalmente rispetto alla versione “tranquilla”: troviamo una batteria da 84 kWh che alimenta due motori elettrici capaci di sprigionare, quando si preme l’apposito interruttore, la bellezza di 650 cavalli e 790 Nm di coppia.

Tale potenza, gestita dal sistema di trazione integrale, consente scatti da zero a cento in soli 3,4 secondi, un tempo che la proietta di diritto nel Gotham delle supercar termiche, mentre la velocità massima tocca i 264 km/h, cifra notevole per un’auto di questa stazza. Si è lavorato molto anche sulla trasmissione virtuale, quel Virtual Gear Shift che simula le cambiate di un cambio a doppia frizione per ingannare i sensi del guidatore, offrendo quella scossa che molti appassionati rimpiangono nel silenzio di un’elettrica.

Chiudendo il cerchio delle performance, l’impianto frenante non è da meno: dischi anteriori da 400 mm morsi da pinze a quattro pistoncini portano l’auto da cento a zero in soli 33,8 metri, una distanza che denuncia un lavoro certosino sul peso e sulla mescola degli pneumatici Pirelli P Zero.

Ricaricabilità e dotazione per il mercato italiano

Lontano dal circuito, però, la Gv60 Magma non deve per forza trasformarsi in una belva indomabile: dispone di diverse modalità di guida che vanno dalla “Range”, per risparmiare energia, alla “GT” per coprire lunghe distanze in relax. Chi ha timore dell’ansia da ricarica può stare tranquillo, perché la tecnologia aggiornata permette di passare dal 10 all’80 per cento di batteria in appena diciotto minuti, a patto di utilizzare una colonnina ad alta potenza in corrente continua.

Arrivando sul mercato italiano, avvenimento previsto per la fine dell’estate 2026, la vettura sarà proposta in un unico, ricchissimo allestimento che include di serie sistemi di assistenza alla guida di livello 2, sospensioni attive e, dulcis in fundo, il piano manutenzione ordinaria per i primi cinque anni di vita.

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