Genesis, il lusso coreano a batteria sbarca in Italia con il trittico Gv60, Gv70 e G80
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Redazione Economia
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C’è una nuova sfida che si apre sulle strade italiane, a partire da questa primavera, e arriva direttamente da Seul: è quella di Genesis, il marchio premium di Hyundai, che dopo aver conquistato quote di mercato in Germania e in Svizzera prova a fare breccia anche nel Belpaese con una strategia chiara e senza mezzi termini. A differenza di quanto accaduto in passato con altri tentativi simili, stavolta la Casa coreana non si limita a importare modelli pensati per altri mercati, ma punta tutto su una triade di vetture elettriche nate tra il 2020 e il 2021, aggiornate di recente e pronte a mettere i bastoni tra le ruote alle blasonate concorrenti tedesche. La gamma, composta dalla crossover Gv60, dal Suv medio Gv70 e dalla berlina di rappresentanza G80, rappresenta il primo assaggio concreto di una presenza che il brand vuole rendere stabile e duratura nel tempo, forte di una rete distributiva che entro il 2028 dovrebbe contare trenta boutique sparse sul territorio.
La Gv60, tra agilità urbana e tecnologia a 800 volt
Partiamo dalla più compatta, quella che probabilmente ha le carte in regola per adattarsi meglio al nostro tessuto urbano: la Genesis Gv60, una filante crossover lunga 455 centimetri che strizza l’occhio alla sportività senza però rinunciare a quel comfort che ci si aspetta da un’auto di lusso. La versione che abbiamo potuto analizzare nel dettaglio – quella bimotore con trazione integrale – sviluppa una potenza complessiva di 490 cavalli, un numero che non lascia spazio a fraintendimenti sulle prestazioni, ma che trova il suo contraltare in una batteria da 84 kWh capace di garantire un’autonomia media dichiarata di 501 km nel ciclo misto. Il vero asso nella manica, però, è un altro: la piattaforma a 800 volt, che permette di passare dal 10 all’80% di ricarica in meno di venti minuti, un dato che ridimensiona drasticamente i tempi morti nei viaggi lunghi. All’interno, la cosiddetta "Crystal Sphere" – un selettore del cambio a forma di sfera che ruota all’accensione – cattura l’attenzione, ma è l’abitacolo nel suo insieme a raccontare la filosofia "Beauty of White Space", quella ricerca dell’ordine e del respiro visivo tipica dell’estetica coreana.
Gv70 e G80, la sfida nel cuore del segmento premium
Se la Gv60 è la carta d’ingresso, è sulla Gv70 – Suv di segmento D da 472 centimetri – che Genesis gioca la partita più importante, quella nel cuore pulsante del mercato premium dove regnano incontrastate BMW iX3 e Mercedes GLC. La Electrified Gv70, che da noi arriverà esclusivamente nella variante a batteria (a differenza di altri mercati dove esistono anche i termici), monta lo stesso doppio motore della sorella minore erogando 490 cavalli e 700 Nm di coppia, sufficienti per scattare da 0 a 100 km/h in 4,4 secondi. L’autonomia, in questo caso, si attesta sui 479 km dichiarati nel ciclo Wltp, un valore che scende leggermente rispetto alla Gv60 ma che trova compensazione in un’abitabilità superiore e in finiture ancora più curate, con il nuovo display Oled da 27 pollici a fare da padrone sul cruscotto. Chiude il trio la Electrified G80, una berlina da 5,14 metri che non nasconde la sua vocazione da ammiraglia: portiere a chiusura automatica, pellami morbidi, sedili massaggianti e una batteria da 94,5 kWh che spinge l’autonomia fino a 570 km, il tutto condito da una silenziosità di marcia che ricorda più una business class che un’automobile.
Ricarica, autonomie e il confronto con le rivali tedesche
Sul piano puramente tecnico, l’architettura a 800 volt rappresenta il vero elemento di discontinuità rispetto a un passato recente in cui molti costruttori premium faticavano a tenere il passo. Sia la Gv60 che la Gv70, infatti, condividono la stessa piattaforma E-Gmp del gruppo Hyundai, quella che già equipaggia modelli di successo come la Ioniq 5 e la Kia Ev6, e che garantisce picchi di potenza in ricarica fino a 350 kw. È vero, le rivali tedesche come la nuova iX3 – che monta una batteria da quasi 109 kWh – offrono una riserva di marcia superiore, ma Genesis punta su un altro equilibrio: quello tra velocità di ricarica ed efficienza, cercando di convincere chi guarda più ai minori tempi di sosta alle colonnine che ai soli chilometri di autonomia dichiarata. Il rovescio della medaglia, per ora, è rappresentato dai listini: in attesa dei prezzi ufficiali per l’Italia, si parte da cifre intorno ai 64.000 euro per la Gv60 in Svizzera, un posizionamento che la mette direttamente in rotta di collisione con le bestseller tedesche.
La strategia retail e il concetto di ospitalità coreana
Genesis non vuole però vincere solo sul piano tecnico, e per questo sta curando in modo maniacale l’esperienza di vendita e assistenza, quella che loro chiamano "Son-nim", ovvero l’ospitalità riservata a un ospite di riguardo. I primi showroom apriranno a Roma e Padova, seguiti entro fine anno da Milano e Brescia, e l’obiettivo è coprire l’80% del territorio nazionale entro il 2028 attraverso trenta boutique. A ciò si aggiunge il "5 Year Care Plan", un pacchetto che include la manutenzione programmata e una serie di servizi dedicati, un tentativo – per ora unico nel suo genere – di scalzare la fedeltà dei clienti verso i marchi tedeschi non solo con le auto, ma con un’attenzione quasi personalizzata. Se questa strategia pagherà in un mercato complesso come quello italiano, dove l’elettrico stenta ancora a decollare, lo scopriremo solo nei prossimi mesi, quando le prime consegne inizieranno a raccontare la vera storia di questo sbarco.
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