Genesis Magma Racing e il debutto a Imola nel segno dell’affidabilità, mentre la Ferrari cerca la conferma
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Redazione Sport
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L’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari, con il suo asfalto irregolare e le sue curve tecniche che costringono a un utilizzo spinto dei cordoli, diventa il palcoscenico dell’esordio assoluto di Genesis Magma Racing nel FIA World Endurance Championship. La scadenza del 19 aprile 2026 segna un prima e un dopo per il marchio coreano, che schiera due GMR-001 con un obiettivo dichiarato e realistico: portare entrambe le vetture al traguardo. Cyril Abiteboul, team principal, lo ha ribadito con chiarezza nei giorni scorsi, sottolineando come la priorità assoluta, in questa fase nascente del progetto, sia la gestione operativa priva di errori e l’affidabilità meccanica, piuttosto che la ricerca di un giro secco che, al momento, sarebbe fuori portata. Questa strategia, umile ma pragmatica, si inserisce in una visione più ampia dell’azienda: l’ingresso nel WEC è una leva cruciale per la crescita del brand in Europa, un movimento quasi sincronizzato con il lancio dei modelli stradali elettrificati (GV60, GV70 Electrified e G80 Electrified) nel mercato italiano.
La Ferrari tra favori del pronostico e timori per Toyota
Se i debuttanti guardano alla bandiera a scacchi come a un successo, dall’altra parte del paddock la pressione è tutta sulle spalle del Cavallino Rampante. La Ferrari arriva a Imola da dominatrice indiscussa, forte delle ultime tre edizioni della 24 Ore di Le Mans e del titolo mondiale costruttori e piloti conquistato nel 2025. Antonello Coletta, global head of Endurance, non nasconde le difficoltà intrinseche del tentativo di bissare il trionfo: un’impresa che definisce “difficilissima” proprio per la naturale evoluzione del livello tecnico dei rivali. A gettare un po’ di acqua sul fuoco ci pensa Ferdinando Cannizzo, responsabile tecnico, che ammette come l’anno scorso la superiorità mostrata in alcune fasi fosse persino inaspettata per la stessa squadra, un’anomalia che difficilmente si ripeterà data l’aggressività della concorrenza. Tra i nomi che preoccupano maggiormente a Maranello torna prepotentemente quello della Toyota, storicamente avversaria più temibile e ora desiderosa di riscattare un biennio vissuto all’ombra delle rosse.
Il valore aggiunto della cultura tecnica e la sorpresa Alpine nelle Libere 2
L’atmosfera che circonda la 6 Ore non è solo quella del rombo dei motori, ma anche di un dibattito culturale che impreziosisce il weekend. Un dialogo schietto tra Horacio Pagani e gli studenti, mediato dal sindaco Marco Panieri, ha trasformato la biblioteca comunale in un’aula di ingegneria emotiva. Questo scambio, insieme ai riconoscimenti del Trofeo Bandini, ha creato una platea trasversale composta da piloti, comunicatori e protagonisti dell’industria, dimostrando come il motorsport italiano sappia nutrirsi anche di sapere tecnico oltre che di adrenalina. In pista, intanto, le gerarchie sembrano già muoversi. Dopo un avizio chiuso con le Ferrari nelle posizioni di vertice, il secondo turno di prove libere ha regalato una sorpresa: Charles Milesi ha spinto la sua Alpine davanti a tutti, firmando un tempo di 1’30”898. Un segnale importante che conferma l’avvicinamento del gruppo di testa, con le squadre intento a simulare passo gara e consumo gomme sotto il sole caldissimo dell’Emilia-Romagna.
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