La fregata Martinengo salpata da Taranto per la difesa di Cipro, nello scudo europeo contro gli attacchi dall'Iran

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   È salpata nel pomeriggio di venerdì 6 marzo dal porto di Taranto la fregata missilistica Federico Martinengo, unità della Marina militare italiana destinata a rafforzare il dispositivo di difesa dell'isola di Cipro. La nave, con a bordo oltre 160 militari, raggiungerà le acque cipriote nel giro di un paio di giorni, inserendosi in un più ampio assetto operativo coordinato che vede la partecipazione, oltre all'Italia, di Francia, Spagna e Olanda. La missione rappresenta una risposta concreta all'escalation delle tensioni in Medio Oriente, in particolare dopo l'attacco con droni - lanciati dall'Iran - che ha preso di mira la base britannica di Akrotiri, installazione strategica situata nel sud dell'isola.

La Federico Martinengo, entrata in servizio nel 2018 e intitolata alla memoria del contrammiraglio Federico Carlo Martinengo, caduto nel 1943, non è nuova a operazioni complesse in teatri critici. Fino allo scorso anno era impegnata nella missione europea Eunavfor Aspides nel Mar Rosso, dove il suo compito era la protezione del traffico mercantile dalle minacce poste dagli Houthi yemeniti. Questa fregata, settima unità del programma italo-francese FREMM (European Multi-Mission Frigate) per l'Italia, è considerata uno degli assetti più avanzati della difesa navale nazionale, progettata per operare in contesti ad alta intensità grazie alla sua natura di piattaforma multiruolo.

Un arsenale tecnologico per la difesa aerea e anti-superficie

La fregata, lunga 144 metri e con un dislocamento a pieno carico di seimila e novecento tonnellate, monta un sistema da combattimento all'avanguardia. Il cuore del suo potere difensivo risiede nei sedici celle del sistema di lancio verticale Sylver A50, integrate con i missili della famiglia Aster: gli Aster 15 e Aster 30, progettati rispettivamente per la difesa ravvicinata e per l'intercettazione di minacce aeree e missili balistici nel raggio di cento chilometri. A questi si aggiungono gli otto missili antinave Teseo Mk2/A, capaci di colpire bersagli navali e terrestri fino a centottanta chilometri, e un armamento di artiglieria che comprende un cannone principale da 127/64 millimetri Vulcano e un cannone da 76/62 millimetri David/Strales per la difesa di punto.

Il sistema di sensori, con radar in grado di rilevare droni o razzi fino a duecento chilometri di distanza, e i sofisticati sonar per la guerra antisommergibile, completano un quadro operativo di elevata complessità. La nave, che può ospitare a bordo anche due elicotteri NH90 o AW101, è insomma in grado di creare una bolla difensiva attorno all'isola e alle sue infrastrutture critiche, un nodo geopolitico incastonato tra Turchia e Libano e crocevia di interessi energetici.

Il coordinamento europeo e il quadro strategico

L'invio della Martinengo segue le interlocuzioni avvenute nei giorni scorsi tra i leader di Francia, Italia e Grecia, con l'obiettivo di mettere in campo risorse militari a protezione di Cipro in uno spirito di solidarietà europea. Il ministro della Difesa, Guidi Crosetto, aveva anticipato la partenza della nave, giustificando l'intervento alla luce dell'articolo 5 del trattato Nato e della necessità di rispondere alle richieste di paesi amici in difficoltà, schierando nel Mediterraneo orientale sistemi di difesa aerea anti-drone e anti-missile. L'operazione, che vede la collaborazione anche dei Paesi Bassi, giunge in un momento di crescente allerta per le possibili ripercussioni del conflitto, inclusa la preoccupazione per le cosiddette cellule dormienti iraniane e per la sicurezza delle rotte commerciali.

Il dispositivo navale e le esperienze pregresse

La fregata, costruita negli stabilimenti Fincantieri di Riva Trigoso e varata nel marzo del 2017, porta con sé l'esperienza maturata nel Mar Rosso, dove ha contribuito a garantire la libertà di navigazione messa a rischio dai ribelli Houthi. Oggi il suo impiego nell'ambito della missione di difesa dell'isola rappresenta un tassello fondamentale dello scudo europeo che si sta assemblando attorno a Cipro. La sua capacità di operare in sinergia con le unità navali degli altri paesi europei, francesi, spagnoli e olandesi, sarà determinante per assicurare quella deterrenza necessaria a proteggere un territorio che, pur non essendo membro della Nato, ospita basi militari britanniche e rappresenta un avamposto strategico dell'Unione Europea.

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