La scorta di Urso fa saltare la fila alla moglie a Fiumicino: "Minacce, ho protetto la famiglia"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre la polemica infuria, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, difende la decisione della sua scorta di accompagnare la moglie e il figlio di sette anni fino all’imbarco all’aeroporto di Fiumicino, facendoli passare davanti agli altri passeggeri. «Non seguivano lei, ma me», ha spiegato al Corriere, aggiungendo che la consorte, due anni fa, sarebbe stata oggetto di minacce. Una giustificazione che, invece di placare le critiche, ha alimentato le reazioni dell’opposizione, pronta a presentare un’interrogazione alla premier.

La vicenda, emersa dopo la denuncia social dell’attore Luca Zingaretti – noto per il ruolo del commissario Montalbano –, ha riacceso il dibattito sui privilegi della cosiddetta “casta”. Zingaretti, in vacanza a Fiumicino, aveva postato una foto della scorta mentre agevolava il passaggio della famiglia del ministro, scatenando un putiferio. Urso, replicando con una lettera a Repubblica, ha ribadito che la sicurezza della sua famiglia era in gioco, ma le opposizioni non ci stanno.

Bonelli (Avs) annuncia un’interrogazione, mentre sui social si moltiplicano i paragoni con Il Miracolo, la serie di Niccolò Ammaniti in cui un presidente del Consiglio si ritrova a gestire il mistero di una Madonna che piange sangue. Un’immagine grottesca, che sembra riflettere l’assurdità di certi privilegi sotto i riflettori.

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