Siria, ribelli avanzano, Bashar Assad verso l'esilio
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Redazione Esteri
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In Siria, la situazione si fa sempre più critica: le forze ribelli, guidate dai jihadisti di Hayat Tahrir a-Sham (Hts), avanzano rapidamente verso Damasco, mentre il regime di Bashar Assad sembra ormai prossimo al collasso. Le statue di Hafez Assad, padre dell'attuale presidente, vengono abbattute e distrutte dai manifestanti, mentre motociclisti attraversano le città sventolando la 'Bandiera della Rivoluzione'. I militari, abbandonando le loro divise, si mescolano tra i civili, segno evidente di un esercito in disfacimento.
Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani (Osdh), l'esercito e le forze di sicurezza hanno già lasciato l'aeroporto della capitale, mentre colpi di arma da fuoco risuonano per le strade di Damasco, come riportato da alcuni residenti. La situazione è ulteriormente aggravata dal ritiro delle forze di Hezbollah, il gruppo libanese sostenuto dall'Iran, che ha abbandonato le sue posizioni a Homs e nei dintorni della capitale. Senza il supporto dei battaglioni di Hezbollah, il regime sciita di Assad appare sempre più vulnerabile.
Il presidente siriano, che era riuscito a sopravvivere alla primavera araba grazie all'aiuto dei miliziani libanesi, si trova ora in una situazione disperata. Le forze governative, incapaci di opporre una resistenza efficace, sono in rotta, mentre le difese fornite da Iran e Russia sembrano essere venute meno. L'avanzata dei ribelli, che in soli dieci giorni sono riusciti a raggiungere la capitale partendo da Idlib, ha messo in luce la fragilità del regime di Assad, che ora si trova a fronteggiare una crisi senza precedenti.
La caduta di Damasco sembra imminente, e con essa la fine del regime di Bashar Assad, che potrebbe essere costretto all'esilio. La Siria, un tempo baluardo del potere sciita nella regione, è ora teatro di una guerra civile che ha devastato il paese e causato innumerevoli sofferenze alla popolazione.




