Bashar Assad verso l'esilio mentre i ribelli avanzano in Siria

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   In Siria, la situazione si fa sempre più critica: i ribelli avanzano da nord, est e sud, circondando Damasco su tre lati. Le statue di Hafez Assad, padre di Bashar, vengono abbattute dai dimostranti, mentre motociclisti attraversano le città sventolando la 'Bandiera della Rivoluzione'. I militari, gettando la divisa e indossando abiti borghesi, abbandonano le loro postazioni. La capitale è ormai assediata dalle forze jihadiste guidate da Hayat Tahrir a-Sham (Hts), e il regime di Bashar Assad sembra destinato a crollare.

Non si sa dove si trovi Bashar Assad, ma poco importa: il suo regno è ormai all'epilogo. I ribelli avanzano rapidamente, e ieri i drusi nel sobborgo orientale di Jaramana hanno abbattuto la statua di Hafez Assad. I miliziani che avanzano da sud controllano la periferia meridionale di Darraya, mentre le avanguardie jihadiste si trovano a una decina di chilometri dal centro di Damasco. Le truppe governative non sono più in grado di ricevere rifornimenti, e la situazione si fa sempre più disperata.

Colpi di arma da fuoco sono stati uditi a Damasco, come riferiscono alcuni residenti della città all'agenzia di stampa Afp. L'Osservatorio siriano per i diritti umani (Osdh) riporta che l'esercito siriano e le forze di sicurezza hanno lasciato l'aeroporto della capitale. Una fonte vicina a Hezbollah afferma che il gruppo libanese sostenuto dall'Iran ha ritirato le sue forze da Homs e dai dintorni di Damasco. Gli insorti siriani sono ormai arrivati a Damasco, dove alcuni residenti hanno udito sparatorie nella notte, mentre l'esercito e le forze di sicurezza del Paese hanno lasciato l'aeroporto della capitale. Hezbollah ritira le sue forze dai dintorni della città e da Homs, e duri scontri si registrano a Homs.

L'avanzata dei ribelli è avvenuta in dieci giorni, partendo da Idlib fino alla capitale, con le forze governative allo sbando e le difese di Iran e Russia non pervenute.

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