Caduta del regime di Bashar al-Assad in Siria
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Redazione Esteri
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L'8 dicembre, il regime di Bashar al-Assad è crollato, segnando la fine di un'era durata 24 anni. L'insurrezione, iniziata il 27 novembre, ha raggiunto il suo obiettivo in tempi sorprendentemente brevi, cogliendo di sorpresa l'ex presidente, che è fuggito a Mosca, dove ha ottenuto asilo. La capitale Damasco è ora sotto il controllo delle forze antigovernative guidate da Hayat Tahrir al-Sham (HTS), un gruppo jihadista capeggiato da Abu Muhammad al-Jolani, che ha proclamato l'inizio di una "nuova era" per la Siria.
Il nuovo governo ad interim, con a capo Muhammad Bashir, è stato incaricato di gestire la transizione politica fino al 1° marzo. Bashir, leader del "Governo di salvezza siriano" nella regione di Idlib, ha annunciato che sono in corso consultazioni per la formazione del nuovo esecutivo. La nomina di Bashir è stata resa nota dall'emittente qatariota Al-Jazeera, che ha riportato l'incontro tra Ahmed al-Shara, noto come al-Jolani, e Muhammad al-Jalali, ex primo ministro sotto il regime precedente.
L'offensiva dei ribelli jihadisti, sostenuta ufficiosamente da Turchia e Qatar, ha portato alla caduta del regime di Assad, con l'obiettivo di impedire l'intervento di attori esterni, in particolare Israele. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato di aver autorizzato bombardamenti sulle armi siriane, sottolineando la complessità della situazione nella regione.
La caduta del regime di Assad rappresenta un punto di svolta nella storia recente della Siria, aprendo la strada a un periodo di incertezza e cambiamenti.




