Ribelli siriani annunciano la fuga di Assad
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Redazione Esteri
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I ribelli siriani hanno dichiarato la fuga del presidente Bashar al-Assad, definendolo "tiranno" e proclamando l'inizio di una "nuova era" per la Siria, dopo mezzo secolo di dominio del partito Baath. Gli insorti hanno invitato i siriani sfollati all'estero a tornare nella "Siria libera", mentre avanzano da nord, est e sud, circondando Damasco su tre lati. La capitale è ormai teatro di scontri, con i ribelli che hanno preso il controllo della periferia meridionale di Darraya e abbattuto la statua di Hafez al-Assad, padre di Bashar, nel sobborgo orientale di Jaramana.
La situazione a Damasco è critica: le truppe governative non riescono più a ricevere rifornimenti, mentre le forze di sicurezza hanno abbandonato l'aeroporto della capitale. Hezbollah ha ritirato le sue forze dai dintorni della città e da Homs, lasciando campo libero ai ribelli jihadisti che avanzano rapidamente. La città è ormai assediata, con le avanguardie jihadiste a pochi chilometri dal centro.
Un video diffuso dai ribelli mostra l'interno della casa di Assad a Damasco, ormai vuota, mentre uno degli insorti si filma all'interno dell'abitazione del presidente in fuga. La caduta del regime di Assad sembra inevitabile, con le forze governative allo sbando e le difese di Iran e Russia non pervenute. La guerra in Siria ha raggiunto un punto di svolta, con i ribelli jihadisti che conquistano Damasco e il regime di Assad che crolla sotto la pressione degli insorti.
La cronaca nera di questi eventi è segnata da duri scontri a Homs, dove le forze governative cercano disperatamente di mantenere il controllo, ma senza successo. La rapida avanzata dei ribelli, partita da Idlib, ha messo in ginocchio il regime, che ora si trova a fronteggiare una situazione disperata.




