Bot e Btp, il calendario di aprile tra aste del Tesoro e cedole in scadenza
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Redazione Economia
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Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha ufficialmente comunicato il programma delle emissioni di aprile 2026, confermando per giovedì 9 un doppio appuntamento con i Buoni Ordinari del Tesoro (Bot). Nello specifico, come si legge nel calendario gestito dal Dipartimento del Tesoro in collaborazione con la Banca d’Italia, verranno collocati due distinti strumenti: un titolo trimestrale (codice Isin IT0005704454) con durata di 91 giorni, che verrà emesso il 14 aprile per scadere il 14 luglio successivo, e un titolo annuale (codice Isin IT0005704447) con scadenza fissata il 14 aprile 2027. L’importo complessivamente offerto per questa tornata ammonta a 10 miliardi di euro, suddivisi in 2,5 miliardi per la tranche breve e 7,5 miliardi per quella a dodici mesi. Entrambi i prodotti, caratterizzati dall’assenza di cedole periodiche – una peculiarità che li distingue dai Btp – generano un guadagno determinato esclusivamente dallo scarto tra il prezzo pagato in fase di sottoscrizione e il rimborso integrale del valore nominale alla scadenza.
Il meccanismo dell’asta competitiva e il contesto di mercato
Questi Bot, va ricordato, vengono posti all’asta secondo il sistema del collocamento competitivo, un meccanismo in cui le richieste degli operatori – riservato esclusivamente agli intermediari abilitati – vengono espresse in termini di rendimento anziché di prezzo, seguendo la prassi consolidata per il mercato monetario dell’area euro. Sullo sfondo di queste operazioni, pesano tuttavia le tensioni internazionali: il conflitto in Iran, alimentato dall’escalation tra Israele e Stati Uniti, unitamente alle nuove fibrillazioni politiche emerse nel panorama post-referendario, stanno incidendo sensibilmente sull’andamento dello spread. Ne consegue un aumento dell’appetibilità dei titoli di Stato italiani, specialmente per quanto riguarda le scadenze a medio e lungo periodo, il che rende il mese di aprile particolarmente interessante dal punto di vista degli investitori istituzionali.
Btp e l’agenda delle cedole per i titoli Valore
Oltre all’asta di giovedì 9, il calendario delle emissioni di aprile riserva altre date cruciali per chi segue il mercato obbligazionario. Il 10 aprile, infatti, è previsto un collocamento dedicato ai Buoni del Tesoro Poliennali (Btp) con scadenze medio-lunghe, i quali riconoscono interessi a tasso fisso con cadenza semestrale e coprono un arco temporale che spazia dai 3 anni fino agli orizzonti ultralunghi di 50 anni. In aggiunta a ciò, il 28 aprile si concretizzerà il pagamento della decima cedola per il Btp Valore in scadenza nell’ottobre 2028, mentre lo stesso giorno è prevista l’erogazione della cedola per il Btp Valore che scadrà nell’ottobre 2032. Questi ultimi, ricordiamolo, sono strumenti pensati per il retail che prevedono un meccanismo di step-up e un premio fedeltà per chi detiene il titolo fino alla naturale scadenza.
Strategie e rendimenti a confronto per gli investitori
Mentre i Bot offrono una protezione dalla volatilità grazie alla loro brevissima durata (91 o 365 giorni), i Btp attirano chi cerca un flusso cedolare costante nel tempo, sebbene siano più esposti alle oscillazioni dei tassi di interesse. Per chi partecipa alle aste, è bene sottolineare che la sottoscrizione dei Bot prevede commissioni bancarie contingentate (che variano dallo 0,03% per durate inferiori agli 80 giorni fino allo 0,15% per quelli sopra i 271 giorni), mentre per i Btp a medio-lungo termine, come specificato dal Tesoro, i risparmiatori non sono soggetti al pagamento di provvigioni di collocamento. Le date di regolamento, fissate al 14 aprile per i Bot e generalmente due giorni lavorativi dopo l’asta per gli altri titoli, rappresentano infine la scadenza tecnica da monitorare per l’effettivo accredito degli strumenti sui conti deposito.




