Btp Più, il Tesoro incassa quasi 15 miliardi con cedole al rialzo
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Redazione Economia
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Il collocamento del Btp Più, il titolo di Stato riservato ai piccoli investitori, si è chiuso con un risultato record: 14,9 miliardi di euro raccolti e 451.831 contratti sottoscritti. Un successo che supera ampiamente i già consistenti 11 miliardi dell’ultima emissione retail, il Btp Valore di maggio 2024. L’operazione, avviata il 17 febbraio e conclusa oggi, ha visto una forte partecipazione, con oltre un miliardo di ordini registrati solo nell’ultimo giorno. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, valutando le condizioni di mercato, ha deciso di rivedere al rialzo i tassi cedolari rispetto a quelli inizialmente annunciati il 14 febbraio. Per i primi quattro anni, il rendimento è stato portato dal 2,80% al 2,85%, mentre per i successivi quattro anni è salito dal 3,60% al 3,70%.
Il Btp Più, destinato esclusivamente ai risparmiatori retail, si conferma così uno strumento appetibile per chi cerca rendimenti sicuri in un contesto economico incerto. La scelta di alzare le cedole, seppur di pochi punti base, ha contribuito a rendere il titolo ancora più attraente, spingendo la raccolta verso cifre che pochi si aspettavano. Con quasi 500mila contratti sottoscritti, l’operazione ha dimostrato come la fiducia dei piccoli investitori verso i titoli di Stato rimanga solida, nonostante le turbolenze dei mercati e l’inflazione ancora elevata.
Il Tesoro, da parte sua, ha saputo sfruttare al meglio le condizioni favorevoli, garantendo allo Stato un afflusso di liquidità significativo. I 14,9 miliardi raccolti vanno ad aggiungersi alle casse pubbliche, contribuendo a finanziare le esigenze del bilancio statale in un momento in cui la spesa pubblica è sotto pressione per via delle numerose emergenze, dall’energia alla crisi climatica.
L’operazione del Btp Più, oltre a rappresentare un successo in termini di raccolta, ha anche il merito di aver coinvolto un ampio numero di risparmiatori, confermando la tendenza degli ultimi anni a un maggiore interesse dei cittadini verso gli investimenti finanziari. Un dato che, se da un lato riflette la ricerca di sicurezza in un contesto economico instabile, dall’altro evidenzia come lo Stato continui a essere percepito come un attore affidabile nel panorama degli investimenti.




