Caso Delmastro, scontro in Giunta Autorizzazioni. Fontana blocca l’accesso alle chat

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un vero e proprio scontro istituzionale a Montecitorio sul caso delle chat dell'ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, trasmesse dalla Procura di Roma. La tensione è salita alle stelle dopo la decisione della presidenza della Camera di sospendere l'accesso ai documenti da parte dei parlamentari membri della Giunta per le autorizzazioni, scatenando la durissima reazione delle opposizioni e la ferma replica della maggioranza.

La decisione di Fontana e la reazione delle opposizioni

La presidenza della Camera, guidata da Lorenzo Fontana, ha di fatto bloccato la possibilità per i membri della Giunta di visionare i messaggi secretati. Un atto che ha provocato l'immediata occupazione simbolica della Giunta da parte dei rappresentanti delle opposizioni, i quali hanno contestato con veemenza quella che è stata definita una "tombatura" delle chat. Il presidente della Giunta per le Autorizzazioni, Devis Dori, ha convocato una conferenza stampa a Montecitorio per rivendicare la legittimità della sua delibera: "È una questione di diritti.

Diritti che io ho inteso garantire ai membri della Giunta quando ieri ho deliberato che potessero accedere alla chat, quindi alla documentazione allegata alla lettera del Procuratore Lo Voi, poi dall'altro lato, evidentemente, c'è una valutazione di natura politica, perché sempre ieri i membri della Giunta di maggioranza hanno scritto al Presidente della Camera dei Deputati, Fontana per bloccare possibilità di accedere alle chat".

Lo scontro politico e le accuse

La vicenda assume contorni sempre più tesi, con le opposizioni che parlano di un tentativo di insabbiamento da parte del governo. I rappresentanti di Alleanza Verdi e Sinistra, in particolare i deputati Bonelli e Fratoianni, hanno parlato di "un fatto di una gravità assoluta", chiedendosi cosa abbiano da nascondere maggioranza e governo.

Di contro, la maggioranza difende la decisione di Fontana sostenendo la necessità di valutare attentamente i profili giuridici legati al segreto di Stato e alla natura dei documenti, prima di concedere un accesso che potrebbe rivelarsi prematuro o lesivo della riservatezza delle indagini. Il nodo centrale della querelle rimane la segretezza delle conversazioni tra Delmastro e l'ex capo di gabinetto del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Caroccia, considerate rilevanti per l'attività della Giunta.

Il ruolo della Giunta per le autorizzazioni e la riunione di lunedì

La Giunta per le autorizzazioni, che ha il compito di valutare le richieste di autorizzazione a procedere nei confronti dei parlamentari, si era già espressa in via preliminare, ma la decisione di Fontana ha di fatto annullato gli effetti della delibera di Dori, rinviando ogni valutazione alla Giunta del Regolamento. Sarà proprio quest'ultima, convocata per lunedì, a dover dirimere la questione sull'accesso ai messaggi, stabilendo se i membri della Giunta per le autorizzazioni possano o meno consultare le chat sequestrate.

Un pronunciamento atteso con grande interesse, che potrebbe riaccendere ulteriormente gli animi e definire i termini entro cui procedere nell'analisi della documentazione che, per le opposizioni, rappresenta la chiave per far luce sulle relazioni e sui presunti illeciti che hanno portato alle dimissioni di Delmastro dalla carica di sottosegretario.

Il precedente e i profili giuridici

Secondo quanto sostenuto da Devis Dori durante la conferenza stampa, la sua autorizzazione alla consultazione si basava su "solidi fondamenti giuridici e di numerosi precedenti parlamentari", elementi che avrebbero dovuto garantire l'accesso ai documenti nel rispetto delle prerogative costituzionali dei parlamentari. L'intervento della presidenza della Camera ha però interrotto bruscamente questo iter, imponendo una riflessione più ampia che coinvolge non solo la Giunta per le autorizzazioni ma l'intero assetto dei poteri della Camera.

Il caso Delmastro, che già in passato aveva suscitato forti tensioni politiche per le rivelazioni riguardanti presunti dossieraggi, torna così al centro del dibattito, alimentando la sfiducia tra i due schieramenti e mettendo a dura prova i meccanismi istituzionali preposti al controllo e all'autorizzazione.

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