Simona Cinà, morta annegata a Bagheria: funerali tra dolore e interrogativi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La giovane Simona Cinà, 21enne pallavolista di Capaci, è morta nella notte del 2 agosto dopo essere annegata nella piscina di una villa a Bagheria, dove si trovava per festeggiare la laurea di due amici. L’autopsia, i cui primi risultati hanno confermato la presenza di acqua nei polmoni, non ha ancora chiarito del tutto le dinamiche dell’incidente, mentre gli inquirenti continuano a indagare.

La salma, dopo sei giorni nell’istituto di medicina legale, è stata restituita alla famiglia per i funerali, celebrati venerdì 8 agosto nella Chiesa Madre di Capaci. La cerimonia, iniziata in ritardo a causa del traffico provocato da un incidente stradale, ha visto una partecipazione commossa, con il paese riunito in un silenzio carico di dolore. «Capaci sta soffrendo molto», ha detto il sindaco, sottolineando come la scomparsa di Simona rappresenti «un pezzo di futuro che mancherà a tutti».

Tra le questioni ancora aperte, c’è la presenza di un ematoma sulla nuca della giovane, segnalato dal legale della famiglia, Gabriele Giambrone. Gli investigatori, tuttavia, ritengono improbabile che il trauma sia avvenuto prima del decesso, ipotizzando invece che si sia formato durante la permanenza della salma in obitorio, a contatto con una lastra metallica. Nessuna traccia di sangue è stata trovata in piscina, ma la famiglia chiede ulteriori accertamenti.

Intanto, la psicologa Maria Infurna riflette sul peso del lutto per i giovani, già fragili nelle relazioni e nell’affrontare eventi traumatici. «La perdita di una persona cara non si supera, ma si impara a conviverci», ha osservato, evidenziando come tragedie simili lascino un segno profondo tra chi resta.

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