Battistoni (FdI), 'chiusura sito Electrolux a Cerreto è inaccettabile'

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La chiusura dello stabilimento Electrolux di Cerreto d'Esi e il licenziamento di 170 lavoratrici e lavoratori non possono passare. È la posizione espressa da Mirella Battistoni, consigliera regionale di Fratelli d'Italia nelle Marche, che ha preso parte alla manifestazione promossa dalle sigle sindacali nel comune in provincia di Ancona.

Il presidio e la partecipazione

Il corteo, partito in mattinata, ha attraversato le vie del centro con uno striscione che rivendicava il lavoro come diritto e non come privilegio. Secondo le stime fornite dagli organizzatori, circa mille persone hanno risposto all'appello di Fim, Fiom e Uilm, con delegazioni in arrivo dagli altri siti italiani del gruppo. Accanto ai lavoratori marchigiani erano presenti operai di Porcia, Susegana, Solaro e Forlì, giunti con pullman partiti prima dell'alba per raggiungere le Marche.

La giornata è stata accompagnata da otto ore di sciopero proclamate in tutti gli stabilimenti della multinazionale svedese, una fermata che ha coinvolto l'intero perimetro produttivo italiano.

I numeri della vertenza

Il piano confermato dall'azienda al termine degli incontri tecnici al Ministero delle Imprese e del Made in Italy prevede 1.450 esuberi a livello nazionale. A questi si aggiungono 135 contratti a termine in scadenza che non saranno rinnovati e 91 rapporti di lavoro già cessati. L'organico a tempo indeterminato, nel frattempo, è sceso da 4.279 a 4.200 unità tra aprile e agosto. La chiusura di Cerreto d'Esi è il punto su cui si concentra la protesta: lo stabilimento produce cappe per cucina e, secondo la ricostruzione sindacale, la produzione sarebbe destinata a essere trasferita in Polonia.

Nelle settimane precedenti la mobilitazione, la consigliera regionale Battistoni aveva già definito la soppressione del sito un atto inaccettabile, sottolineando come il presidio rappresentasse il segno di una reazione compatta di fronte a una decisione che colpisce il tessuto produttivo del territorio.

Le richieste al tavolo ministeriale

La vertenza resta aperta sul fronte istituzionale. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato la convocazione di un nuovo tavolo per i primi giorni di ottobre, dopo il passaggio previsto a Bruxelles il 24 settembre, quando il Consiglio Competitività discuterà la proposta italiana di riconoscere il settore dell'elettrodomestico come strategico, una richiesta sostenuta da Francia, Germania e Polonia. Le organizzazioni sindacali hanno definito troppo lontana quella data, chiedendo un incontro ravvicinato prima che l'azienda proceda con atti unilaterali.

La manifestazione di Cerreto d'Esi si è chiusa con la richiesta esplicita che il piano venga ritirato e che il confronto riparta su basi diverse, mentre i lavoratori hanno annunciato che la mobilitazione proseguirà nelle prossime settimane.

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