Vance attacca l'Europa, Zelensky chiede garanzie di sicurezza
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Redazione Esteri
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Monaco, 15 febbraio 2025 – Volodymyr Zelensky, presidente ucraino, ha incontrato il vicepresidente statunitense J.D. Vance a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, definendo l’appuntamento “un buon incontro” e ringraziando gli Stati Uniti, in particolare il presidente Donald Trump, per il sostegno offerto. “Ciò di cui abbiamo bisogno è parlare di più, lavorare di più e preparare un piano per fermare Putin e porre fine alla guerra”, ha dichiarato Zelensky, sottolineando l’urgenza di una strategia condivisa per fronteggiare l’escalation del conflitto.
Poche ore prima, Vance e il segretario alla Difesa Pete Hegseth avevano esortato l’Europa a prendere in mano la propria difesa, sia per proteggere i propri confini che per sostenere l’Ucraina. Un invito che, se da un lato sembrava voler ridimensionare il ruolo degli Stati Uniti nel continente, dall’altro ha riacceso il dibattito sulla necessità di una maggiore autonomia europea in ambito militare.
Zelensky, nel suo intervento alla sessione principale della conferenza, ha ricevuto un lungo applauso, confermando il suo status di figura centrale nel panorama internazionale. Tuttavia, il tono del suo discorso è stato tutt’altro che trionfalistico. “Secondo i nostri servizi segreti, questa estate la Russia intende inviare truppe in Bielorussia con il pretesto di esercitazioni militari”, ha rivelato, aggiungendo che da lì potrebbero essere lanciati attacchi non solo contro l’Ucraina, ma anche verso altri Paesi. “La Bielorussia confina con tre Stati membri della Nato”, ha ricordato, sottolineando il rischio di un’espansione del conflitto.
L’allarme lanciato da Zelensky arriva in un momento delicato, in cui le tensioni tra Mosca e l’Occidente continuano a crescere. Il presidente ucraino ha inoltre commentato l’iniziativa di Trump per porre fine alla guerra, ribadendo che sarebbe “molto, molto, molto difficile” per l’Ucraina sopravvivere senza il supporto militare americano. Una dichiarazione che sembra rispondere indirettamente alle parole di Vance, il quale, pur riconoscendo l’importanza dell’aiuto statunitense, ha spinto l’Europa a farsi carico di una quota maggiore di responsabilità.
La Conferenza di Monaco, da sempre un osservatorio privilegiato delle dinamiche geopolitiche, ha dunque messo in luce le divergenze tra gli alleati, pur nel comune obiettivo di contenere l’aggressività russa. Zelensky, da parte sua, ha continuato a insistere sulla necessità di garanzie di sicurezza concrete, senza le quali l’Ucraina rischia di rimanere esposta a minacce sempre più gravi.




