L’America di Vance e la difesa dell’estrema destra in Europa

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   C’era un tempo in cui l’America, con il sacrificio dei suoi soldati, liberava l’Europa dal nazismo, scrivendo una delle pagine più luminose della storia del Novecento. Oggi, però, quella stessa America, rappresentata dal vicepresidente J.D. Vance, sembra aver smarrito la memoria, preferendo strizzare l’occhio a chi, di quel passato, conserva nostalgie inquietanti. Durante la Conferenza sulla sicurezza di Monaco, Vance ha lanciato un attacco diretto all’Europa, accusandola di aver tradito i suoi valori fondamentali, in un discorso che ha lasciato poco spazio alla diplomazia e molto alla provocazione.

«La minaccia che mi preoccupa di più per l’Europa non è la Russia, non è la Cina, ma è interna all’Ue», ha dichiarato Vance, sottolineando come il Vecchio Continente stia, a suo dire, allontanandosi dai principi che ne hanno fatto un baluardo della democrazia. Secondo il vicepresidente americano, il pericolo maggiore non verrebbe dalle potenze esterne, bensì da quelle che definisce politiche migratorie sbagliate, un eccesso di politicamente corretto e una cultura che metterebbe a rischio la libertà di parola.

Quello che colpisce, tuttavia, non è solo il contenuto delle sue parole, ma il contesto in cui sono state pronunciate. Monaco, città simbolo della resistenza al nazismo, ospita ogni anno una conferenza che riunisce i grandi del mondo per discutere di sicurezza e cooperazione internazionale. Eppure, Vance ha scelto proprio questo palcoscenico per criticare l’Europa, quasi a voler ribaltare il ruolo storico degli Stati Uniti, da liberatori a giudici severi di chi, un tempo, salvavano.

Non è la prima volta che Vance, esponente di spicco dell’amministrazione Trump, prende di mira l’Ue. Già in passato aveva espresso scetticismo verso le politiche europee, sostenendo che la vera minaccia non sia rappresentata da attori esterni come la Russia o la Cina, ma da quelle che considera derive interne al sistema. «L’amministrazione Trump è molto preoccupata per la sicurezza europea», ha aggiunto, lasciando intendere che, nonostante le divergenze, gli Stati Uniti continueranno a vigilare su un continente che, però, dovrebbe fare di più per provvedere alla propria difesa.

Quello che emerge dalle sue dichiarazioni è un quadro complesso, in cui le alleanze tradizionali sembrano vacillare sotto il peso di nuove priorità e vecchi rancori. Vance, che non ha mai nascosto le sue simpatie per l’estrema destra europea, sembra voler rivedere i rapporti transatlantici, spingendo l’Europa a fare i conti con quelle che considera le sue debolezze.

Intanto, la guerra in Ucraina continua a dividere le opinioni, con il presidente Zelensky che ha recentemente lamentato l’assenza di un piano chiaro da parte degli Stati Uniti. Vance, da parte sua, ha ribadito la necessità di trovare una soluzione ragionevole tra Russia e Ucraina, senza però entrare nel merito di come questa possa essere raggiunta.

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