Parigi, fermata l’eurodeputata Rima Hassan: apologia del terrorismo e un guaio giudiziario che profuma di regolamento di conti politico

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   È bastato un tweet, cancellato in fretta e furia, per trasformare la vita parlamentare di Rima Hassan in un vero e proprio calvario giudiziario. La giovane eurodeputata franco-palestinese, volto noto della sinistra radicale transalpina e pupilla di Jean-Luc Mélenchon, è stata fermata nella giornata di giovedì dalle autorità parigine. L’accusa, pesantissima, è di “apologia del terrorismo commessa online”. Un’accusa che, a giudicare dagli ultimi sviluppi, non si limiterà a una semplice lavata di capo: per la Hassan si prospetta un’autentica battaglia legale, con un’aula di tribunale già fissata sul calendario.

Tutto ruota attorno a un nome che sa di storia antica e di sangue: Kozo Okamoto, l’unico sopravvissuto del commando giapponese che il 30 maggio 1972 seminò il terrore all’aeroporto di Lod (l’odierno Ben Gurion). In quel giorno maledetto, tre membri dell’Armata Rossa Giapponese aprirono il fuoco nell’area degli arrivi, uccidendo 26 persone e ferendone decine. Okamoto, condannato all’ergastolo, è diventato suo malgrado una sorta di icona per alcune frange della galassia no global. Ed è proprio una citazione di quest’uomo, rilanciata dalla Hassan su X il 26 marzo, a essere finita sotto la lente d’ingrandimento della procura. “Ho dedicato la mia giovinezza alla causa palestinese – scriveva la parlamentare, accompagnando il post con bandiere del Sol Levante e della Palestina – Finché ci sarà oppressione, la resistenza non sarà solo un diritto, ma un dovere”.

Un tweet cancellato, un processo a luglio e la scoperta inaspettata nella borsa

L’effetto della pubblicazione non si è fatto attendere. Segnalazioni a iosa sono piovute sul tavolo del Pôle national de lutte contre la haine en ligne (PNLH), l’unità specializzata nella lotta all’odio sul web. Tra i primi a muoversi, come riporta l’agenzia Afp, è stato Matthias Renault, deputato del Rassemblement National, che ha denunciato l’esaltazione di un terrorista condannato per la strage del 1972. La Hassan, probabilmente rendendosi conto del terreno minato, ha rimosso il post. Ma ormai era troppo tardi. Convocata giovedì, è stata sottoposta a fermo in base a una procedura di “flagranza” che i suoi legali hanno subito contestato con veemenza.

Uscita dalla custodia cautelare nella serata di giovedì, la situazione per la 33enne non è affatto migliorata. La procura di Parigi ha già emesso una convocazione a comparire per il prossimo 7 luglio, data in cui dovrà rispondere al tribunale correzionale del reato di apologia. La pena, per un reato commesso attraverso i social network, può arrivare fino a 7 anni di reclusione e a una multa di 100mila euro. Se non bastasse, durante la perquisizione all’ingresso del commissariato, gli agenti avrebbero trovato nella sua borsa “alcuni grammi di droga sintetica”. Secondo quanto riferito dal ministero pubblico, si tratterebbe di 3-MMC, una sostanza stimolante, oltre a tracce di CBD.

La difesa: “Fermo illegale, è solo persecuzione politica”

L’avvocato di Rima Hassan, Vincent Brengarth, non ha usato mezzi termini nel commentare l’accaduto durante la conferenza stampa di venerdì. Per lui, si tratta di un atto “perfettamente illegale” e di una “gravità straordinaria”. Il legale ha puntato il dito contro la scelta della procura di procedere in flagranza, un escamotage – a suo dire – per bypassare l’immunità parlamentare di cui gode l’eurodeputata. “Ha sempre risposto a tutte le convocazioni”, ha tuonato Brengarth, sottolineando come la cancellazione del tweet dimostrasse la volontà della sua assistita di spegnere i toni. Quanto alla droga sintetica, la difesa ha alzato un muro: la Hassan respinge al mittente ogni accusa, parlando di “fuoriuscite illegali” e di informazioni false costruite ad arte per distruggerne l’immagine. La sua versione è che tra i suoi effetti personali ci fosse solo CBD legale, utilizzato a fini medici.

Dal canto suo, l’interessata ha ribadito il concetto affidandosi ai social e alla stampa: “Sono vittima di molestie giudiziarie e politiche”. Una narrazione, quella della persecuzione, che trova terreno fertile nel clima di tensione che da mesi avvolge la Francia sul tema del conflitto mediorientale. Non è un caso che la Hassan abbia alle spalle un curriculum fatto di attivismo pro-palestinese e la partecipazione alla “Flotilla della Libertà” diretta a Gaza. La sua voce, scomoda per molti, l’aveva già portata nei mesi scorsi a subire perquisizioni e un’interdizione all’ingresso in Canada.

La destra all’attacco, la sinistra si stringe attorno alla “martire”

Mentre la macchina giudiziaria avanza, la politica francese si spacca. Da una parte, l’ala destra e il partito di Marine Le Pen esultano, vedendo nel procedimento una prova della deriva “islamo-sinistrorsa” degli avversari. La notizia del ritrovamento della presunta droga sintetica ha alimentato ulteriormente il fuoco incrociato delle critiche, con diversi commentatori che hanno sottolineato la contraddizione tra la moralità predicata dalla sinistra radicale e i comportamenti personali della sua esponente.

Dall’altra parte, l’intero partito de La France Insoumise si è mobilitato a sostegno della propria candidata. Lo stesso Mélenchon ha parlato di “polizia politica” e di una deriva autoritaria che calpesta l’immunità dei rappresentanti eletti. Per i compagni di partito, la Hassan sta diventando una martire laica, il simbolo di una repressione che vuole mettere a tacere chi difende i diritti dei palestinesi. La prossima udienza del 7 luglio si preannuncia quindi non solo come un banco di prova per le sorti giudiziarie della 33enne, ma come un vero e proprio campo di battaglia politico. Il verdetto, qualunque esso sia, è destinato a lasciare il segno ben oltre i confini dell’aula di tribunale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.