Martina Favaretto regina del fioretto, a Hong Kong oro mondiale e derby italiano con Errigo
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Redazione Sport
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La scherma italiana torna a splendere sui palcoscenici che contano e lo fa nel modo più bello, con un podio interamente azzurro e un derby tricolore che profuma di storia. Ai Mondiali di Hong Kong, Martina Favaretto ha conquistato il titolo iridato nel fioretto femminile, superando nella finale che chiudeva il programma delle gare individuali la compagna di squadra Arianna Errigo con un netto 15-7.
Un risultato che per la veneta di Camposampiero, in provincia di Padova, rappresenta il primo alloro mondiale della carriera, suggellato da un’esibizione di forza e autorità che ha lasciato poco spazio alla rivale, sebbene l’abbraccio finale tra le due atlete, con le lacrime della vincitrice e il sorriso sportivo della rivale, abbia raccontato più di qualsiasi punteggio la compattezza di un movimento che continua a sfornare talenti.
Una finale senza storia e il quinto podio per l'Italscherma
La 24enne padovana, in forza alle Fiamme Oro e numero 1 del tabellone di partenza, non ha lasciato scampo alla più esperta Arianna Errigo, salita sul secondo gradino del podio in una giornata che resterà a lungo nella memoria degli appassionati. Il punteggio di 15-7 fotografa una superiorità tecnica e tattica che si è espressa in ogni assalto, con Favaretto capace di gestire la pressione di una finale mondiale giocata contro una delle schermitrici più vincenti di sempre.
Per l’Italscherma, questo oro rappresenta il primo titolo iridato nella competizione cinese e arricchisce un bottino che, complessivamente, conta già cinque podi: oltre all'argento di Errigo, vanno annoverati quelli di Giulia Rizzi e Davide Di Veroli nella spada e di Filippo Macchi nel fioretto, a testimonianza di una scuola italiana che, in queste rassegne, sta facendo incetta di medaglie.
L'impresa social e le lacrime di una campionessa
Le immagini che stanno facendo il giro del web raccontano un’atleta quasi incredula per quanto appena realizzato, con gli occhi lucidi e il volto rigato dalle lacrime mentre sul petto le viene appoggiata la medaglia d'oro. L’abbraccio con Errigo, al termine dell’ultimo assalto, ha regalato alla platea di Hong Kong un momento di sport puro, lontano dalle fredde statistiche e capace di emozionare anche gli osservatori più distaccati.
Favaretto, dal canto suo, ha dimostrato di avere la stoffa per reggere il confronto con le migliori interpreti di questa disciplina, imponendosi in una pedana che aveva visto alternarsi le più grandi firme della scherma internazionale. Il successo, peraltro, assume un sapore particolare se si considera il percorso netto dell’azzurra, che ha eliminato avversarie temibili senza mai perdere la concentrazione, e che ha saputo trasformare la responsabilità del seeding in un vantaggio concreto.
La festa azzurra e il futuro del fioretto femminile
Con questo oro, la scherma femminile italiana allunga la sua tradizione vincente in una specialità che ha regalato pagine indimenticabili al nostro sport, e il fatto che la finale sia stata un monologo azzurro rappresenta il segnale più chiaro della vitalità di un settore che sa rinnovarsi. La doppietta di Hong Kong, con Favaretto e Errigo a occupare le prime due piazze del mondo, non è solo un risultato isolato, ma il frutto di un lavoro di squadra che coinvolge tecnici, preparatori e una federazione che punta con decisione sui giovani senza dimenticare l'esperienza.
La festa, sulle pedane della Asia-World Arena, è stata a tinte italiane, e mentre Martina Favaretto saliva sul gradino più alto del podio, la certezza che questo gruppo possa ancora dire la sua nelle prossime competizioni internazionali è diventata, per tutti gli addetti ai lavori, più di un'impressione: una certezza.
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