Crosetto lancia l'allarme sulla guerra ibrida e propone un esercito di cyber-soldati
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Redazione Interno
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Il Ministero della Difesa ha reso pubblico un documento, definito “non-paper”, che delinea una proposta operativa per contrastare quella che viene identificata come una minaccia sistemica e subdola per le democrazie occidentali. Il testo, che riflette la visione personale del ministro, descrive un conflitto permanente e non dichiarato, il cui obiettivo principale risiede nell'erosione della resilienza nazionale attraverso una combinazione di azioni nel cyberspazio e di manipolazione dell'informazione. Questa guerra, che si sviluppa lontano dai campi di battaglia tradizionali, punta a destabilizzare le società colpendo i loro punti nevralgici, dai servizi essenziali fino al patrimonio cognitivo dei cittadini, senza che venga mai sparato un colpo in maniera convenzionale.
La natura della minaccia e i suoi attori
La componente cibernetica emerge come l'asse portante di questa competizione ostile, integrata in operazioni di influenza, sabotaggio e spionaggio condotte da attori statuali e non statuali. Il documento, senza mezzi termini, indica principalmente la Russia, la Cina, l'Iran e la Corea del Nord quali autori di queste campagne il cui fine è logorare la tenuta democratica. Si tratta di una strategia che sfrutta la connettività globale e la dipendenza dalle tecnologie digitali, trasformando banche, ospedali e reti energetiche in potenziali bersagli, qualcuno dei quali potrebbe essere portato al collasso operativo attraverso attacchi mirati.
La risposta: una strategia attiva e predittiva
Secondo quanto riportato nel non-paper, non è più sufficiente adottare una postura meramente difensiva. Il ministro Crosetto sostiene la necessità di una “Strategia attiva”, che sia in grado di passare dalla protezione all'azione predittiva e adattativa. La proposta centrale, in questo senso, è la creazione di una forza specializzata composta da millesettecento unità, cyber-soldati addestrati per operare in modo proattivo nel contrastare le minacce ibride. Questa forza rappresenterebbe la risposta concreta alla richiesta di un cambio di paradigma, che permetta non solo di parare gli attacchi ma di anticiparli e neutralizzarli prima che possano raggiungere i loro obiettivi.
Il giallo sui numeri e il quadro d'insieme
Nonostante la chiara delineazione della minaccia e della risposta proposta, il documento ha generato un certo dibattito riguardo ai numeri effettivi dell'Arma Cyber, lasciando spazio a interrogativi sulla sua reale consistenza operativa. Tuttavia, al di là di questi aspetti, il non-paper si configura come un allarme documentato e una chiamata all'azione di alto profilo. Il ministro ha sottolineato come l'Italia, al pari di tutto l'Occidente, sia già coinvolta in questo conflitto asimmetrico, combattuto nell'ombra e con armi non convenzionali, che richiede una mobilitazione di risorse e intelligence senza precedenti per preservare la sicurezza nazionale.




