Referendum educazione affettiva a scuola: superate le 500mila firme, ora la palla passa alla Cassazione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La raccolta firme per il referendum "Sì educazione affettiva nelle scuole" ha superato la soglia delle 500 mila sottoscrizioni. L'iniziativa, partita lo scorso 6 agosto, punta all'abrogazione totale della legge 104 del 2026, il provvedimento che subordina lo svolgimento dei percorsi di educazione sessuo-affettiva al consenso informato preventivo delle famiglie. Un traguardo raggiunto in poco più di un mese, attraversando anche il mese di agosto, periodo tradizionalmente poco favorevole alle mobilitazioni politiche.

Cosa prevede la legge contestata

Il testo normativo, entrato in vigore lo scorso 7 luglio, introduce regole differenziate a seconda del ciclo scolastico. Per la scuola dell'infanzia e la primaria viene stabilito il divieto assoluto di trattare tematiche attinenti alla sfera della sessualità. Per gli istituti secondari di primo e secondo grado, invece, la partecipazione alle attività richiede il consenso scritto dei genitori o degli studenti maggiorenni, da richiedere con almeno sette giorni di anticipo e previa messa a disposizione del materiale didattico.

Chi non aderisce si astiene dalla frequenza; per le attività di ampliamento dell'offerta formativa, l'istituto è tenuto a garantire percorsi alternativi.

La Flc Cgil, in una nota, ha espresso sostegno convinto all'iniziativa referendaria, invitando lavoratrici e lavoratori della conoscenza a sottoscriverla. Secondo il sindacato, la norma rappresenta una "pesante regressione" sul piano del diritto delle nuove generazioni a un percorso formativo laico e pluralista, oltre che una "pericolosa ingerenza" nell'autonomia scolastica e nella libertà di insegnamento.

La stessa organizzazione ha sottolineato come, senza un intervento strutturato, altri soggetti — dalla rete al mercato dei siti pornografici — rischino di diventare il punto di riferimento per reperire informazioni sulla sessualità.

L'iter istituzionale e i tempi

Con il raggiungimento del quorum di sottoscrizioni, la richiesta passa ora all'esame dell'Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione, chiamato a verificare la regolarità della raccolta e la conformità del quesito. Successivamente, la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sull'ammissibilità entro il 10 febbraio 2027, valutando che il quesito non ricada nelle materie escluse dall'articolo 75 della Costituzione e che sia formulato in modo chiaro e omogeneo.

Se l'iter verrà confermato, la consultazione popolare potrà svolgersi entro giugno 2027; in caso di scioglimento anticipato delle Camere, il percorso verrebbe sospeso e riprenderebbe un anno dopo le elezioni politiche.

Il quesito depositato recita: "Volete che sia abrogata la Legge 104 del 9 giugno 2026, recante 'Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico', pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 142 del 22 giugno 2026?". I promotori, Fabrizio Marrazzo e Marina Zela, hanno dichiarato che ogni firma aggiuntiva rispetto alla soglia minima servirà a dare maggiore forza alla richiesta politica.

Nel testo della legge, all'articolo 1, si specifica che le istituzioni scolastiche devono adeguare il Patto educativo di corresponsabilità alle nuove disposizioni e che la richiesta di consenso deve esplicitare finalità, obiettivi, contenuti e modalità di svolgimento delle attività, oltre all'eventuale presenza di esperti esterni.

Il contesto delle violenze di genere

La mobilitazione si inserisce in un periodo segnato da una nuova ondata di femminicidi. Secondo il monitoraggio di Non Una Di Meno, all'8 agosto 2026 risultavano già 40 donne uccise dall'inizio dell'anno, a cui se ne sono aggiunte altre sei tra Ferragosto e il 18 agosto. Tra i casi più recenti, quello di Carmela Bifano, 72 anni, uccisa a Corigliano-Rossano, nel Cosentino, e quello di Joanna Rouissi, 50 anni, accoltellata a Colleferro, in provincia di Roma.

I promotori del referendum hanno citato l'appello del padre di Lorena Isceri, rivolto alla politica perché si investa nelle scuole, definendolo una richiesta che non può essere dimenticata.

Il nodo del quorum e le posizioni politiche

Restano da sciogliere i nodi legati alla consultazione vera e propria, a partire dal raggiungimento del quorum del 50 per cento più uno degli aventi diritto al voto. Il deputato del Movimento 5 Stelle, in una nota diffusa giovedì 10 settembre, ha parlato di una "bocciatura" per la premier Giorgia Meloni e per il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara.

I promotori hanno chiesto che l'educazione sessuo-affettiva diventi un punto centrale nei programmi elettorali delle prossime elezioni politiche, con proposte e impegni concreti, sostenendo che le oltre 500 mila firme dimostrano l'esistenza di una domanda diffusa nel Paese.

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