Genova, il blocco dei lavoratori dell'ex Ilva paralizza il traffico in città e in autostrada
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Redazione Interno
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Una giornata di mobilitazione operaia, quella che ha visto scendere in piazza i lavoratori dell'ex Ilva di Cornigliano, ha prodotto un effetto domino sulla viabilità di Genova, trasformando l'intera area metropolitana in un unico, gigantesco ingorgo. La decisione di presidiare via Cornigliano, piazza Savio e la strategica strada Guido Rossa, arteria fondamentale per gli spostamenti lungo il ponente genovese, ha di fatto interrotto i principali collegamenti, creando una frattura netta all'interno del tessuto urbano. L'azione di protesta, scattata nelle prime ore del mattino a seguito del mancato accordo tra il Governo e le rappresentanze sindacali, ha immediatamente mostrato i suoi effetti più dirompenti, paralizzando un sistema di trasporto già di per sé fragile e congestionato.
L'effetto a catena sull'autostrada e i quartieri
Le conseguenze del blocco, che si è concentrato nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria di Cornigliano, non si sono limitate alla sola viabilità di quartiere ma si sono propagate, in un effetto a catena, a tutta la rete stradale principale. La polizia locale, aggiornando la situazione nelle ore serali, ha confermato le pesanti ripercussioni sui principali assi di collegamento, con la città che è apparsa spezzata in due tronconi. L'autostrada A10 in direzione Genova, divenuta l'unica via di fuga tentata da molti automobilisti, ha registrato code mostruose, toccando punte di dodici chilometri di coda nel tratto compreso tra Arenzano e l'uscita di Genova Aeroporto, mentre i nodi di San Benigno e Staglieno sono andati in tilt, assediati da un volume di traffico insostenibile.
La posizione della sindaca e la minaccia della protesta a oltranza
Di fronte a uno scenario così critico, la sindaca di Genova ha espresso tutta la sua apprensione per lo stallo che caratterizza la vertenza, sottolineando come il rischio concreto che corrono un migliaio di lavoratori e le loro famiglie si intrecci pericolosamente con la minaccia di perdere un asset industriale di primaria importanza per lo sviluppo economico non solo cittadino ma nazionale. La protesta, che ha visto anche l'occupazione dello stabilimento, è stata caratterizzata da una determinazione fermissima, con i manifestanti che hanno annunciato il loro intendimento di protrarre il blocco della viabilità "a oltranza", fino a quando non verrà formalmente aperto un tavolo di trattativa che affronti le loro richieste.
La sopraelevata e la città in stallo
La situazione di paralisi generale è stata ulteriormente aggravata dal comportamento altalenante della Sopraelevata, la cui apertura a singhiozzo non è riuscita a fornire una valvola di sfogo sufficiente al traffico riversatosi in cerca di percorsi alternativi. L'intero sistema dei trasporti su gomma genovese ha vissuto, quindi, un collasso pressoché totale, con il ponente bloccato dal presidio e il resto della città intrappolato in una morsa di veicoli in coda, dimostrando in maniera plateale quanto la mobilità dell'area sia sensibile a qualsiasi interruzione localizzata e quanto profonda sia l'ansia per il futuro di un polo produttivo che da decenni segna l'identità e l'economia di una parte significativa del territorio.




