Nuove zone blu a Monreale, una fuga folle a Taranto e i 2 miliardi di Novartis per l’allergologia
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Redazione Economia
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La Giunta comunale di Monreale, presieduta dal sindaco Alberto Arcidiacono, ha varato un nuovo pacchetto di misure dedicate alla sosta che, come spesso accade nei centri urbani a forte vocazione turistica, mira a mettere un argine al traffico selvaggio e a garantire una rotazione più fluida dei veicoli. Con la delibera numero 145 datata 26 marzo 2026, l’amministrazione ha infatti istituito nuove aree di sosta a pagamento, andando a trasformare in “strisce blu” ben cinquantasei stalli situati in via Pio La Torre. La scelta, come si legge nella relazione tecnica firmata dal comandante della Polizia Municipale Luigi Marulli, è motivata dalla necessità di riequilibrare il rapporto tra posti auto liberi e quelli riservati a disabili o servizi pubblici, cercando di scoraggiare le soste vietate che, soprattutto in prossimità di incroci strategici, finiscono per congestionare la viabilità.
Parcheggi a pagamento a Monreale: tariffe e fasce orarie
La regolamentazione della sosta, che entrerà in vigore nei prossimi giorni, prevede una tariffa oraria fissata a 0,50 euro, ma con una finestra temporale ben precisa: il pagamento sarà dovuto esclusivamente nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, articolandosi in due fasce, quella mattutina dalle 9 alle 13 e quella pomeridiana dalle 16 alle 20. Il sabato, la domenica e i giorni festivi, invece, le strisce blu torneranno a essere libere, un’agevolazione che spesso viene interpretata come un tentativo di non scoraggiare il turismo di prossimità durante i fine settimana. Per chi frequenta abitualmente la zona, è stata inoltre prevista la possibilità di sottoscrivere un abbonamento mensile dal costo di 20 euro, mentre il controllo del rispetto delle norme sarà affidato agli ausiliari della sosta, ferma restando la competenza degli organi di polizia stradale.
Novartis punta su Excellergy: un’operazione da 2 miliardi
Sul fronte farmaceutico, a tenere banco è stata invece l’operazione da quasi due miliardi di dollari annunciata da Novartis, che ha raggiunto un’intesa per acquisire la biotech privata Excellergy. Un’acquisizione, quella formalizzata nelle scorse ore, che segna un passo strategico rilevante nel rafforzamento della presenza dell’azienda svizzera nelle terapie per le malattie allergiche mediate dalle IgE, un campo in cui la ricerca sta cercando di affinare le tecniche per neutralizzare le reazioni del sistema immunitario. L’accordo, che tra pagamenti upfront e milestone può arrivare a un valore complessivo di 2 miliardi di dollari, porterà nella pipeline di Novartis Exl-111, un anti anti-IgE ad alta affinità e a emivita prolungata che, attualmente in Fase 1 di sperimentazione clinica, è progettato per superare i limiti delle terapie convenzionali. L’obiettivo dichiarato, come si evince dalla nota diffusa dall’azienda, è quello di ottenere una soppressione più rapida e profonda del segnale IgE, aprendo potenzialmente la strada a un miglior controllo dei sintomi per patologie come l’orticaria cronica spontanea o l’asma allergico.
Fuga nel traffico a Taranto: arrestato un 31enne dopo lo schianto
Un’altra vicenda, dal sapore decisamente più drammatico, ha avuto come teatro le strade di Taranto, dove una pericolosa fuga nel traffico si è conclusa con l’arresto di un 31enne, già noto alle forze dell’ordine. L’episodio, avvenuto all’incrocio tra corso Italia e via Liguria, ha visto una pattuglia della Squadra Volante notare un’auto di grossa cilindrata che, ignorando il semaforo rosso, impegnava l’incrocio a forte velocità. All’alt intimato dagli agenti, il conducente ha risposto con una folle corsa che, attraversando incroci e mettendo a rischio gli altri automobilisti, si è conclusa solo dopo che l’uomo ha perso il controllo del mezzo, andandosi a schiantare contro nove auto regolarmente in sosta. Il 31enne è stato quindi fermato e ritenuto presunto responsabile dei reati di resistenza a pubblico ufficiale e fuga pericolosa, fattispecie aggravate dalle nuove disposizioni introdotte dal cosiddetto “Decreto Sicurezza”.




