Famiglia nel bosco, al via domani la perizia psicologica sui tre bambini: si dovrà valutare il loro stato emotivo
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Redazione Interno
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Prenderà il via domani, venerdì 6 marzo, la perizia psicologica disposta dal Tribunale dei minori dell’Aquila sui tre bambini allontanati lo scorso novembre dalla cosiddetta "casa nel bosco" di Palmoli, in provincia di Chieti. I piccoli, due gemelli di sette anni e una bambina di otto, attualmente ospiti di una casa famiglia a Vasto insieme alla madre Catherine Birmingham, saranno sottoposti a una serie di colloqui e test valutativi dalla consulente tecnica d’ufficio nominata dai giudici minorili, la psichiatra Simona Ceccoli. Gli incontri, che proseguiranno anche nella giornata di sabato, si terranno all’interno della struttura protetta che li accoglie ormai da quattro mesi, un luogo che per loro è diventato, volenti o nolenti, il nuovo scenario di un’infanzia sospesa e lontana dalle abitudini di una vita trascorsa a contatto con la natura e con gli animali a cui erano profondamente legati.
La dimensione più fragile di una vicenda giudiziaria complessa
L’incarico affidato alla professoressa Ceccoli, che dovrà avvalersi della collaborazione della psicologa Valentina Garrapetta per la somministrazione dei test, mira ad accertare l’attuale condizione psicologica e lo sviluppo cognitivo e affettivo dei minori, oltre a comprendere quali siano per loro le principali figure di riferimento in questo momento di profonda discontinuità esistenziale. Si tratta di un passaggio cruciale all’interno di un procedimento che ha diviso l’opinione pubblica, concentrato sulla valutazione della capacità genitoriale di Catherine e del marito Nathan Trevallion, ai quali è stato concesso di vedere i figli con modalità e tempistiche rigidamente contingentate: la madre può trascorrere l’intera giornata con loro, compresa la notte, mentre il padre ha accesso alla struttura tre volte a settimana. I legali della coppia, rappresentati dagli avvocati Danila Solinas e Marco Femminella, avevano sollevato nei giorni scorsi più di una perplessità sulla professionalità della dottoressa Garrapetta, chiedendone la ricusazione per via di alcuni post pubblicati sui social network ritenuti di parte e per la sua giovane età professionale, un’eccezione che non ha però fermato il calendario stabilito dal tribunale.
Compleanno nella struttura e le parole della zia
L’avvio di questi accertamenti arriva all’indomani del settimo compleanno dei due gemelli, festeggiato mercoledì all’interno della casa famiglia alla presenza del padre Nathan, della nonna Pauline e della zia Rachel, giunti per l’occasione con un cuginetto. Un pranzo con palloncini colorati, ma senza regali materiali, come ha tenuto a sottolineare la zia Rachel dichiarando ai presenti di aver portato solamente il proprio cuore. La donna, che nei giorni scorsi aveva espresso pubblicamente la sua preoccupazione per lo stato d’animo dei nipoti, raccontando di incubi notturni e di insistenti richieste di fare ritorno alla loro vecchia casa nel bosco, ha descritto un quadro di sofferenza acuita dalla lontananza dagli affetti più cari e dagli spazi domestici. In particolare, il gemello maschio avrebbe trascorso la notte precedente al compleanno in uno stato di forte agitazione, con risvegli traumatici, e la madre Catherine avrebbe dovuto più volte vegliare su di lui e sugli altri per rassicurarli e proteggerli dall’ansia che sembra pervadere le loro giornate. La psicologa di parte Martina Aiello ha parlato di bambini estremamente sofferenti all’idea di trascorrere una ricorrenza così importante lontani dalla loro abitazione, dai loro amati animali e dalla quotidianità che conoscevano.
Il clima nella struttura e l’ipotesi di un nuovo trasferimento
Mentre la macchina giudiziaria mette in moto la sua lenta e ponderata procedura, il clima all’interno della struttura di accoglienza resta teso, come emerge da una relazione inviata al tribunale dalla responsabile del servizio minori della casa famiglia, Lucia Fiorillo. Il documento, datato 25 febbraio, delinea un quadro di crescente difficoltà nella gestione del nucleo familiare, descrivendo reazioni esasperate da parte della madre, la quale, secondo quanto si legge, ignorerebbe le regole interne riguardanti gli spazi e le modalità di permanenza, decidendo in autonomia i tempi da trascorrere con i figli nel proprio alloggio. Una situazione, quella descritta, che ha spinto i responsabili a chiedere con urgenza all’autorità giudiziaria una valutazione per un collocamento alternativo più funzionale per l’intero nucleo, al fine di tutelare il benessere non solo dei piccoli Trevallion ma anche degli altri minori ospiti. Non è chiaro, al momento, se l’eventuale trasferimento riguarderà l’intera famiglia o solo la madre, considerata da alcuni operatori un ostacolo al progetto educativo. Lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della coppia, ha definito l’ipotesi di un ulteriore spostamento come potenzialmente più disastroso di quanto non stia già accadendo, sottolineando come i bambini abbiano invece un disperato bisogno di stabilità e della presenza costante di entrambi i genitori.




