La madre allontanata e i bambini separati: il tribunale cambia tutto per la famiglia nel bosco
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Redazione Interno
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Catherine Birmingham, la madre dei tre bambini della cosiddetta “famiglia nel bosco” di Palmoli, dovrà lasciare la casa famiglia di Vasto dove dal novembre scorso viveva insieme ai figli, e i minori verranno trasferiti in un’altra struttura. Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila, con un’ordinanza la cui esecuzione è già stata avviata nelle scorse ore, ha di fatto sancito la separazione del nucleo familiare, disponendo che la donna non possa più risiedere nello stesso luogo dei piccoli, nemmeno su piani diversi come era stato finora consentito. Il provvedimento, sollecitato dalla direzione della struttura che ospitava il nucleo dal 20 novembre, arriva in un momento particolarmente delicato, ovvero mentre è in corso la perizia psicologica disposta proprio dal tribunale per valutare lo stato dei fratelli, allontanati dal casolare nei boschi abruzzesi quattro mesi fa.
La decisione dei giudici minorili, che hanno contestualmente respinto l’istanza di ricusazione della psicologa collaboratrice della consulente tecnica d’ufficio avanzata dai legali della coppia, è stata comunicata all’ingresso della struttura protetta dall’avvocato Marco Femminella, il quale ha sottolineato come il tribunale abbia scelto di intervenire “in pieno svolgimento della consulenza”. Un intervento, questo, che modifica radicalmente l’assetto precedente e che, secondo il legale, avrebbe interrotto di fatto il normale svolgimento dei test psicologici in programma. Sull’operato della professionista incaricata delle valutazioni, lo psichiatra Tonino Cantelmi, perito di parte nominato dalla difesa, aveva in passato sollevato più di una perplessità, segnalando all’Ordine di categoria presunte violazioni deontologiche legate a commenti pubblicati sui social network e contestando il metodo utilizzato durante i colloqui con i minori.
L’intervento della forza pubblica e il nuovo trasferimento
L’allontanamento della madre, che verrà rimandata al proprio domicilio o comunque trasferita in un’altra accoglienza, e il conseguente spostamento dei tre bambini – due gemelli di sette anni e una bambina di otto – in una diversa realtà assistenziale, rappresentano una svolta significativa in una vicenda giudiziaria già complessa. Il tribunale, secondo quanto si apprende, ha disposto che l’esecuzione del provvedimento avvenga anche con l’intervento della forza pubblica, qualora fosse necessario, per garantire il rispetto dell’ordinanza. I tre fratelli, che fino a poche ore fa condividevano gli spazi della casa famiglia di Vasto con la madre, seppur con le limitazioni imposte dal regime di protezione, si trovano ora ad affrontare un nuovo e traumatico sradicamento, questa volta senza la figura materna al loro fianco.
La perizia psicologica, affidata alla psichiatra Simona Ceccoli, prosegue in queste ore tra mille difficoltà organizzative, anche a causa del mutato contesto in cui i bambini si trovano. Non è chiaro, al momento, se i test proseguiranno nella struttura che li accoglieva o in un altro luogo, come in passato era stato richiesto dalla stessa difesa. L’avvocato Femminella, nel commentare l’accaduto, ha usato parole di apprezzamento formale per la sensibilità del tribunale, salvo poi lasciare intendere, con una battuta, che l’andamento della consulenza non stava seguendo il percorso sperato, tanto da portare i giudici a una scelta così radicale come la separazione.
La posizione del Garante e le reazioni dei periti di parte
Alla notizia del provvedimento, l’Autorità garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Marina Terragni, ha espresso la propria ferma contrarietà, chiedendo a gran voce la sospensione immediata del trasferimento dei bambini senza la madre. In una nota, Terragni ha definito la decisione potenzialmente lesiva per l’equilibrio psicologico dei minori, già provati dall’allontanamento dal padre e dalla vita nel casolare, e ha sollecitato un ulteriore approfondimento medico indipendente che valuti le conseguenze di questo ennesimo strappo. A suo avviso, una recente relazione della Asl aveva evidenziato il disagio dei piccoli e l’importanza di garantire la continuità dei legami familiari per superare i comportamenti problematici emersi; da qui l’appello affinché la decisione venga rivista in attesa di nuovi accertamenti.
Marina Aiello, psicologa che compone il team di periti di parte insieme a Cantelmi, non ha nascosto lo sconcerto, parlando di “decisione che ci terrorizza” e di “sconvolgimento che ha fatto un’escalation di gravità enorme e assurda”. Entrando nella struttura protetta per tentare di incontrare i bambini e proseguire il colloquio, Aiello ha manifestato la speranza di poter ancora svolgere il proprio lavoro, in un clima che definisce di profonda incertezza. Il padre dei piccoli, Nathan Trevallion, che nei giorni scorsi aveva dichiarato la propria disponibilità ad adeguare la casa alle normative italiane pur di ricongiungersi alla famiglia, si trova ora di fronte a uno scenario inedito e ben più complicato del previsto.




