Famiglia nel bosco, la madre allontanata e l’appello del padre Nathan: «Fermate i presidi». A Quarto Grado il giallo di Garlasco e il pc di Chiara
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il tribunale dell’Aquila ha disposto l’allontanamento della madre dalla casa di accoglienza di Vasto, dove i tre bambini della cosiddetta famiglia nel bosco stanno vivendo ormai da mesi, e la decisione – che arriva dopo una serie di provvedimenti giudiziari che hanno sospeso la capacità genitoriale della coppia – continua a sollevare un acceso dibattito, sebbene l’attenzione, in queste ore, si sia spostata sulla richiesta del padre Nathan, il quale ha chiesto pubblicamente di fermare i presidi e le manifestazioni organizzati intorno alla sua famiglia. Un appello, il suo, che arriva in un momento di forte esposizione mediatica, con il caso che assume sempre più i contorni di una vicenda giudiziaria complessa, nella quale le valutazioni del Tribunale dei Minori – che pure hanno portato all’isolamento del nucleo familiare – si intrecciano con le pressioni dell’opinione pubblica e con le iniziative di chi, da più parti, vorrebbe una soluzione diversa per i piccoli.
Nel frattempo, la macchina delle inchieste giudiziarie continua a muoversi anche su altri fronti, e il programma di Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero, in onda venerdì 13 marzo su Rete 4, dedicherà ampio spazio proprio al giallo di Garlasco, con un focus specifico su quanto accaduto nelle ore precedenti il delitto. Al centro della discussione, destinata ad animare il dibattito in studio tra i vari opinionisti – tra cui Roberta Bruzzone, Carmen Pugliese e Carmelo Abbate – ci sarà l’analisi dei computer, e in particolare la questione se Chiara, la sera prima di essere uccisa, abbia effettivamente aperto o meno la cartella sul pc di Alberto Stasi contenente materiale pornografico.
L’intreccio delle perizie e il nodo dei file sul computer di Stasi
La vicenda giudiziaria legata all’omicidio di Chiara Poggi si arricchisce di un nuovo capitolo proprio in queste ore, con il confronto serrato tra i consulenti della famiglia Poggi e quelli della difesa di Alberto Stasi. Da una parte, gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna hanno più volte ribadito come approfondimenti informatici condotti negli scorsi mesi abbiano confermato che Chiara avrebbe fatto accesso, quella sera, alla cartella in cui Stasi aveva catalogato i file a luci rosse, un elemento che, secondo i legali della parte offesa, rappresenterebbe un tassello importante per comprendere le dinamiche relazionali tra i due giovani. Dall’altra, la difesa di Stasi – forte di una nuova consulenza – sostiene una tesi diametralmente opposta, e cioè che le tracce elettroniche segnalate in precedenza sarebbero state generate dal sistema operativo in modo automatico, e non da un’attività umana volontaria; in pratica, Chiara non avrebbe visualizzato alcun video pornografico, ma si sarebbe limitata a utilizzare il pc del fidanzato per modificare alcuni passaggi della sua tesi di laurea, un’attività che escluderebbe qualsiasi movente legato a quei contenuti.
Una contrapposizione netta, quella tra le parti, che vede schierati da un lato i periti della famiglia Poggi e dall’altro gli esperti nominati dalla procura di Pavia, ai quali è stato affidato il compito di analizzare non solo il computer di Stasi, ma anche quello di Chiara, mai esaminato prima d’ora con le attuali tecnologie. Proprio da queste nuove analisi – i cui risultati sono attesi a breve – potrebbe emergere un quadro più chiaro su ciò che realmente accadde in quelle ore, e su come i due computer comunicarono tra loro, se mai lo fecero.
Le altre storie al centro della puntata: David Rossi e Pierina Paganelli
Oltre al caso di Garlasco, la trasmissione di Rete 4 affronterà anche altri misteri che da tempo tengono banco nelle cronache giudiziarie italiane, a cominciare dalla morte di David Rossi, il responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena trovato senza vita nel 2013. Dopo la svolta della Commissione parlamentare d’inchiesta, che ha stabilito la natura omicida del decesso, escludendo l’ipotesi del suicidio, le telecamere di Quarto Grado faranno il punto sulla situazione, con particolare attenzione alle figure emerse nelle ultime settimane – come Francesco Giusti, indicato da una testimone come la persona ripresa nelle vicinanze del luogo della tragedia – e con la speranza, da parte dei familiari, di fare definitivamente chiarezza su una vicenda ancora piena di zone d’ombra. Spazio anche al caso di Pierina Paganelli, la donna uccisa a Rimini lo scorso autunno, un’indagine che continua a riservare colpi di scena e sulla quale gli investigatori mantengono un riserbo assoluto in attesa di riscontri scientifici che possano consolidare il quadro indiziario.
Il racconto di queste storie, come sempre, si avvarrà del contributo di ospiti fissi e opinionisti che, con le loro analisi e i loro punti di vista, cercheranno di dipanare una matassa fatta di perizie, testimonianze e riscontri processuali, in un susseguirsi di interventi che spazieranno dalla criminologia al diritto, con l’obiettivo di offrire al pubblico gli elementi per comprendere la complessità dei procedimenti in corso, senza banalizzarne i contenuti ma anzi approfondendo ogni singolo dettaglio emerso dalle carte giudiziarie.




