Garlasco, gli avvocati di Stasi smentiscono i periti dei Poggi sul pc: cos'avrebbe fatto Chiara la sera prima
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Redazione Interno
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Il nodo delle tracce digitali, quelle lasciate sul computer di Alberto Stasi, torna al centro della complessa e dolorosa vicenda giudiziaria legata all'omicidio di Chiara Poggi, consumato a Garlasco il 13 agosto del 2007. Una nuova consulenza tecnica, depositata dai difensori del condannato, gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, introduce un elemento che, a loro avviso, riscrive un frammento cruciale delle ore precedenti il delitto. Secondo questa analisi, affidata ai propri esperti, la sera del 12 agosto, mentre Stasi si era allontanato per portare il cane in un canile, Chiara avrebbe operato sul testo della tesi di laurea del fidanzato. L’arco temporale individuato, quello compreso tra le 21,59 e le 22,09, vedrebbe quindi la giovane intenta a modificare e accrescere il contenuto del documento, un gesto che i legali interpretano come la conferma di un clima sereno e di un rapporto affettuoso, proprio alla vigilia di quel tragico mattino.
L’analisi del sistema operativo e la questione dei file pornografici
La stessa consulenza, però, si spinge oltre, affrontando uno dei temi più dibattuti e spinosi emersi nelle precedenti fasi processuali: la presunta visione, da parte di Chiara, di materiale pornografico contenuto in una cartella del pc di Stasi, significativamente denominata “Militare”. La tesi sostenuta dalla famiglia Poggi e dai loro consulenti, che avevano parlato di accessi a quelle directory proprio la sera del 12 agosto, viene ora duramente contestata. Gli esperti della difesa Stasi, attraverso quella che definiscono un’analisi sistematica e completa delle modalità operative del sistema Windows XP, sostengono che nessun accesso umano sia stato effettuato a quei file. Il dato tecnico, spiegano i legali, risiederebbe in un equivoco di fondo: una traccia generata automaticamente dal sistema operativo sarebbe stata erroneamente interpretata come un’attività volontaria di navigazione tra le immagini, laddove si tratterebbe invece di un mero evento informatico privo di interazione umana.
La replica indiretta e il nodo dell’incidente probatorio
Queste conclusioni, depositate nel procedimento che vede nuovamente indagato Andrea Sempio, l’amico del fratello della vittima, rappresentano una replica secca e circostanziata a quanto divulgato in precedenza dai legali della famiglia Poggi. Questi ultimi, infatti, avevano reso noto che una loro consulenza avrebbe invece dimostrato l’accesso di Chiara proprio a quella specifica cartella. Una divergenza interpretativa, questa, che si innesta in un clima di acceso confronto tecnico, dove ogni dettaglio informatico assume il peso di una prova potenzialmente dirimente. La delicatezza della materia, del resto, è tale che la stessa procura di Pavia, come emerso nelle scorse settimane, ha dato incarico a un proprio consulente di effettuare accertamenti approfonditi sulle copie forensi sia del pc di Stasi sia di quello di Chiara, nel tentativo di fare chiarezza una volta per tutte.
Le dichiarazioni di Sempio e il nodo dell’impronta
Parallelamente al confronto tra i consulenti, prosegue l’inchiesta sulla posizione di Andrea Sempio, il quale, in una recente intervista televisiva, ha voluto ribadire con forza la propria estraneità ai fatti, concentrandosi in particolare su uno degli elementi indizianti raccolti a suo carico: il famoso scontrino del parcheggio. Sempio ha definito “balle” le ricostruzioni che vorrebbero quel giustificativo orario oggetto di manovre o passaggi di mano, sfidando chiunque a produrre i testimoni di queste presunte cessioni, e sottolineando come le versioni sui presunti testimoni siano più volte mutate nel tempo. Le indagini, d’altro canto, avevano già portato alla luce la corrispondenza di un’impronta digitale, la numero 33, rilevata sulla ringhiera della scala dove fu trovato il di Chiara, con quella di Sempio; un’impronta, va detto, non insanguinata e quindi non collocabile con certezza temporale, e da lui stesso giustificata con le frequenti visite a quell’abitazione in compagnia dell’amico Marco Poggi.




