La presunta "lista nera" iraniana: Meloni, Macron e Merz raffigurati come detenuti nel mirino della vendetta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nella tarda serata di sabato, un quotidiano ultraconservatore vicino al regime iraniano ha pubblicato quella che viene definita una "lista di vendetta", scatenando un'ondata di reazioni politiche e diplomatiche. Il giornale Hamshahri, legato alla municipalità di Teheran, ha diffuso un'immagine in cui appaiono i presidenti e primi ministri di diverse nazioni occidentali, ritratti in uniforme da detenuto, come presunti responsabili della morte dell'ex Guida suprema Ali Khamenei, deceduto lo scorso 28 febbraio durante un attacco congiunto di Stati Uniti e Israele.

Tra questi figurano il presidente americano Donald Trump, il premier israeliano Benjamin Netanyahu, e i leader europei Giorgia Meloni, Emmanuel Macron, Keir Starmer e Friedrich Merz, insieme ad alti funzionari dei governi statunitense e israeliano.

Un'immagine che fa il giro del mondo

La grafica, intitolata "La vendetta è inevitabile", è dominata dalle figure di Trump e Netanyahu, sui cui volti è stato disegnato un mirino, mentre i leader europei compaiono in secondo piano, anch'essi con indosso tute arancioni simili a quelle utilizzate nel carcere di Guantanamo. Il sottotitolo che accompagna l'immagine recita: "I criminali si porteranno nella tomba il desiderio di una morte tranquilla", in un chiaro riferimento alla retorica della vendetta già evocata da Mojtaba Khamenei, figlio ed erede del defunto leader.

Nel mirino del giornale finiscono anche il segretario di Stato americano Marco Rubio, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il comandante del Centcom Brad Cooper, e diversi esponenti del governo israeliano come il ministro della Difesa Israel Katz e il capo di Stato Maggiore Eyal Zamir.

La minaccia della nuova Guida Suprema

La pubblicazione dell'immagine giunge a poche ore di distanza dalla diffusione del primo messaggio scritto di Mojtaba Khamenei, il quale, succeduto al padre alla guida della Repubblica Islamica, ha giurato vendetta per il suo omicidio. Secondo quanto riportato dai media internazionali, il nuovo leader iraniano ha dichiarato che "la vendetta è il volere della nostra nazione" e che esiste un "elenco completo" di criminali che "porteranno con sé nella tomba il desiderio di dormire sonni tranquilli".

Sebbene Khamenei non abbia fatto esplicitamente i nomi dei presunti colpevoli, la pubblicazione del quotidiano Hamshahri è apparsa come un tentativo di dare un volto a queste minacce, alimentando le tensioni in una fase già critica per i fragili tentativi di cessate il fuoco.

Le reazioni della politica italiana

La comparsa del Presidente del Consiglio in questa lista ha immediatamente generato una forte reazione politica in Italia. Numerosi esponenti del governo e delle istituzioni hanno espresso solidarietà a Giorgia Meloni, condannando l'iniziativa come un attacco inaccettabile alla democrazia e ai valori occidentali.

Il presidente del Senato Ignazio La Russa e il presidente della Camera Lorenzo Fontana hanno espresso la loro vicinanza alla premier, definendo l'episodio una "grave e inquietante rappresentazione", mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha assicurato che Meloni "certamente non si fa intimidire". Anche il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha parlato di "minacce gravissime e inaccettabili" che colpiscono non solo la persona della premier, ma l'intero Paese.

I contatti diplomatici e la prudenza di Palazzo Chigi

Nonostante la durezza delle immagini e del messaggio, da Palazzo Chigi filtra un atteggiamento di cautela, dettato dalla consapevolezza che si tratta di un editoriale di un giornale e non di una posizione ufficialmente assunta dal governo iraniano. Fonti governative riferiscono di contatti sottotraccia tra Roma e Teheran che sarebbero già stati avviati nella mattinata di ieri, con l'obiettivo di valutare la reale portata della minaccia e capire se l'iniziativa del quotidiano abbia un qualche collegamento con i vertici del regime.

La prudenza è alimentata anche dalla constatazione che il giornale Hamshahri, sebbene vicino all'ala più conservatrice del panorama politico iraniano, rappresenta gli orientamenti della giunta cittadina di Teheran e non necessariamente il pensiero della Guida Suprema. In questo contesto, l'intelligence italiana starebbe verificando eventuali legami tra il quotidiano e le autorità centrali, mentre non si esclude la convocazione dell'ambasciatore iraniano in Italia per chiedere chiarimenti.

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