Attacchi russi in Ucraina: edifici distrutti e vittime tra i bambini, mentre le tensioni diplomatiche restano alte

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nelle ultime ore, la Russia ha intensificato gli attacchi su diverse regioni dell’Ucraina, colpendo con droni e missili aree civili e infrastrutture, in un’escalation che ha lasciato dietro di sé distruzione e vittime, tra cui numerosi minori. Nella regione di Kiev, un magazzino è stato avvolto dalle fiamme dopo un raid notturno, mentre i vigili del fuoco tentavano di domare l’incendio, fortunatamente senza che si registrassero morti. Ben più grave la situazione a Kharkiv e Sumy, dove gli assalti hanno raso al suolo interi edifici e ridotto in macerie veicoli, ampliando una scia di danni che ormai segna da mesi il fronte orientale.

A Sumy, in particolare, un attacco ha ferito almeno 17 bambini e danneggiato una scuola, aggiungendosi a una settimana già segnata dalla violenza. Secondo Munir Mammadzade, rappresentante dell’Unicef in Ucraina, due minori sono stati uccisi e altri sedici rimasti feriti in pochi giorni, mentre a Kiev, il 22 marzo, una bomba ha ucciso Nikol, di soli cinque anni, insieme al padre, schiantandosi sulla loro abitazione. I numeri diffusi dall’agenzia Onu parlano di oltre 2.500 bambini uccisi o feriti dal febbraio 2022, cifra che, seppure approssimativa, disegna un quadro allarmante di una guerra in cui nessuno, tantomeno i più indifesi, può dirsi al sicuro.

Le autorità ucraine hanno rinnovato le critiche a Mosca, accusandola di alimentare il conflitto nonostante i proclami di pace, dopo che un missile ha colpito Sumy ferendo 88 persone. Le dichiarazioni ufficiali di Kiev sottolineano come la retorica russa sulla necessità di negoziati si scontri con la realtà degli incessanti bombardamenti, che continuano a colpire obiettivi civili. Intanto, Stati Uniti e Russia hanno avviato contatti diplomatici, sebbene resti incerto se questi porteranno a una tregua effettiva o si limiteranno a una pausa temporanea delle ostilità.

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