Guerra in Ucraina, raid nella notte: vittime civili e nuove tensioni diplomatiche
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Redazione Esteri
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Una bambina è morta e un uomo di 66 anni è stato ucciso durante un attacco aereo russo nella regione di Kherson, mentre a Kharkiv nove persone sono rimaste ferite dopo che un deposito di filobus è stato colpito da droni. Gli ultimi raid confermano l’inasprirsi del conflitto, che ormai da mesi si combatte anche con armi a distanza, difficili da intercettare nonostante i tentativi di schermare i segnali.
Il governo ucraino, attraverso il capo dell’Ufficio presidenziale Andriy Yermak, ha ribadito la disponibilità al dialogo con Mosca, ma solo a patto che le proposte siano «chiare e ragionevoli». «Compromesso non significa capitolazione», ha precisato Yermak durante un evento all’Accademia Diplomatica Ucraina, sottolineando che Kiev non accetterà condizioni dettate senza negoziato. La Russia, dal canto suo, ha proposto un nuovo round di colloqui a Istanbul per il 2 giugno, ma rifiuta di consegnare in anticipo il proprio memorandum, suscitando il sospetto delle autorità ucraine. «Se non lo condividono, è probabile che contenga ultimatum inaccettabili», ha commentato un portavoce del ministero degli Esteri di Kiev.
Intanto, sul fronte del Donetsk, la guerra procede a ritmo incessante, con i droni kamikaze che continuano a rappresentare una minaccia pressoché impossibile da neutralizzare. I soldati della 25esima brigata, schierati nella difesa di Pokrovs'k, devono fare i conti con una produzione «industriale» di questi ordigni da parte russa, che ne satura il cielo rendendo vani molti tentativi di difesa.




