La biatleta Passler riammessa ai Giochi: la contaminazione da un cucchiaio di Nutella e la malattia della madre
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Redazione Sport
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La Corte Nazionale d’Appello di Nado Italia ha accolto il ricorso presentato da Rebecca Passler, revocando la sospensione provvisoria che l’aveva esclusa dai Giochi di Milano Cortina 2026 dopo la positività al letrozolo, riscontrata lo scorso 26 gennaio nel corso di un controllo effettuato ad Anterselva. L’atleta, nativa proprio di quella zona che per lei rappresenta il palcoscenico di casa, potrà dunque tornare a disposizione dello staff tecnico a partire da lunedì 16 febbraio, aggregandosi alle compagne in vista della staffetta femminile in programma mercoledì prossimo. I giudici hanno riconosciuto il fumus boni iuris, ossia la fondatezza apparente della tesi difensiva basata sull’assunzione involontaria e sulla contaminazione inconsapevole, elementi che hanno permesso alla ventiquattrenne altoatesina di riabbracciare il sogno olimpico dopo giorni che lei stessa ha definito molto difficili.
La ricostruzione della difesa e il ruolo della madre
Secondo quanto ricostruito e presentato ai magistrati antidoping, la contaminazione sarebbe avvenuta in ambito domestico, attraverso la condivisione di cibo con la madre, Herlinde Kargruber. La donna, senza che la figlia ne fosse a conoscenza, segue da giugno una terapia endocrina per un carcinoma mammario, un trattamento che prevede l’assunzione quotidiana di letrozolo, il farmaco poi trovato nelle urine dell’atleta. La scoperta della malattia materna, emersa proprio a seguito della vicenda, ha aggiunto un ulteriore strato di drammaticità a una situazione già complessa: la madre aveva scelto di non rivelare nulla a Rebecca per non turbare la sua preparazione olimpica. La difesa ha sottolineato come la biatleta ignorasse completamente le condizioni cliniche della madre e l’esistenza stessa della terapia, e il farmaco era custodito in un luogo a lei inaccessibile. Il momento critico, per la ricostruzione accolta, sarebbe stato una colazione in famiglia, durante la quale Passler avrebbe utilizzato un cucchiaio — poi risultato contaminato dalle tracce del letrozolo assunto dalla madre — per prelevare della Nutella dal barattolo condiviso. A supporto di questa tesi, vi sarebbero anche i valori riscontrati: la concentrazione della sostanza proibita nel campione dell'atleta era bassissima, pari a 1,1 ng/ml, un dato compatibile con una contaminazione accidentale piuttosto che con un’assunzione volontaria e consapevole finalizzata a scopi dopanti.
Il ritorno in squadra e le parole del direttore tecnico
La riammissione, sebbene accolta con favore dalla Federazione Italiana Sport Invernali — il presidente Flavio Roda ha parlato di piacere per il ritorno di Rebecca a disposizione — non cancella tuttavia il contraccolpo emotivo e organizzativo subito dalla nazionale. Il direttore tecnico Klaus Hoellrigl, intervenuto sulla questione, ha espresso una certa amarezza per la gestione della vicenda, sottolineando come sia mancato il rispetto nei confronti della persona, un passaggio che lascia intendere le difficoltà nel dover gestire una situazione tanto delicata a ridosso dell’evento più importante. Passler, che ha sempre professato la sua buona fede, potrà ora tornare a concentrarsi al cento per cento sul biathlon, forte del sostegno ricevuto dai legali, dalla federazione e dai familiari, che ringrazia senza dimenticare gli amici. La sua reintegrazione nel gruppo, tuttavia, non è automaticamente sinonimo di partecipazione a tutte le gare: salterà la sprint di sabato e la pursuit di domenica, e la sua presenza nella staffetta, sebbene tecnicamente possibile, sarà valutata nei prossimi giorni dallo staff tecnico, considerando anche i risultati e le gerarchie consolidate in squadra.
I risvolti giudiziari ancora aperti
La decisione della Corte Nazionale d’Appello di Nado Italia, che ha di fatto permesso a Rebecca Passler di prendere parte ai Giochi di Milano Cortina, rappresenta solo un primo passo sul piano giudiziario. La sospensione è stata revocata in via provvisoria, ma il fascicolo rimane aperto: il Tribunale Nazionale Antidoping dovrà ora esaminare il caso nel merito, valutando se applicare o meno una squalifica definitiva. La Wada, dal canto suo, ha già fatto sapere di non voler contestare la decisione, ritenendo la contaminazione una spiegazione plausibile e considerato che la sostanza non avrebbe apportato alcun beneficio prestazionale in vista delle gare. Ciò nonostante, l'ombra di un procedimento che potrebbe concludersi anche dopo la conclusione della rassegna olimpica continua ad aleggiare sulla carriera della giovane biatleta, chiamata ora a gestire la pressione del ritorno in pista con la consapevolezza che la vicenda giuridica è lungi dall'essere conclusa.
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Description: Rebecca Passler riammessa alle Olimpiadi dopo la positività al letrozolo. Accolta la tesi della contaminazione con un cucchiaio di Nutella condiviso con la madre malata.




