Vertice Nato all’Aja, si discute l’aumento al 5% della spesa militare. Trump e Sanchez evitano i saluti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre i leader della Nato si riuniscono all’Aja per definire i dettagli dell’accordo che impegnerà gli alleati a destinare il 5% del Pil alla difesa entro il 2035, le tensioni politiche emergono con nettezza. Il presidente slovacco Peter Pellegrini ha ribadito che «non ci saranno eccezioni per nessuno», chiudendo la porta a eventuali deroghe richieste da alcuni paesi, tra cui la Spagna. «Ogni alleato, nel rispetto della propria sovranità, troverà il modo di adempiere», ha aggiunto, sottolineando che Bratislava non intende ostacolare l’intesa, pur in assenza di scadenze vincolanti.

L’atteggiamento del premier spagnolo Pedro Sánchez, che insiste per ottenere condizioni speciali, ha scatenato un fuoco di fila di critiche durante i lavori. Tanto che ieri, alla cena ufficiale, non ha incrociato lo sguardo di Donald Trump, arrivato al vertice con toni perentori: «Oggi prenderemo decisioni importanti». Il presidente americano, che da anni mette in discussione l’articolo 5 del trattato Atlantico – quello che impegna gli alleati alla difesa collettiva – ha ribadito la necessità di un maggiore impegno finanziario da parte degli europei. Una posizione che, dal 2015 a oggi, ha più volte seminato dubbi tra i partner, i quali considerano non negoziabile il principio di protezione reciproca.

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