Nato, l’Aja sotto pressione per il 5% sulla difesa: l’sms di Rutte a Trump e il vertice più costoso di sempre
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Redazione Esteri
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Mentre i leader della Nato si riuniscono all’Aja per un vertice destinato a segnare un possibile cambio di passo nelle strategie dell’Alleanza, è un messaggio privato a catturare l’attenzione. Quello che Mark Rutte, segretario generale dell’organizzazione, ha inviato al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il quale non ha esitato a renderlo pubblico sul suo social Truth. «L’Europa pagherà il suo contributo in modo consistente, come è giusto che sia, e sarà una tua vittoria», ha scritto Rutte, in una mossa che sembra voler stemperare le tensioni dopo le minacce di Trump sull’impegno finanziario degli alleati.
Il nodo centrale dei negoziati è l’innalzamento della spesa militare al 5% del Pil, una richiesta avanzata con insistenza dalla Casa Bianca e che rappresenta un salto notevole rispetto all’obiettivo attuale del 2%. Sebbene alcuni Paesi abbiano già espresso perplessità – soprattutto quelli con economie più fragili –, le pressioni americane lasciano poco spazio a tentennamenti. Rutte stesso ha ammesso che si tratta di «decisioni difficili», sottolineando come i governi debbano «trovare i soldi» per adeguarsi alle nuove direttive.
Quello in corso nei Paesi Bassi è, non a caso, il vertice più costoso nella storia della Nato, con un budget stimato in 183 milioni di euro e un dispiegamento senza precedenti di forze dell’ordine: 27.000 agenti e 10.000 militari per garantire la sicurezza dei partecipanti. Un’operazione che riflette l’importanza simbolica e strategica dell’evento, ma anche le preoccupazioni legate a possibili proteste o minacce terroristiche.




