Nato, all'Aja il vertice del "5%". Trump svela il messaggio di Rutte: "Sarà una tua vittoria"
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Redazione Esteri
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Quando Mark Rutte, segretario generale della Nato, ha scritto quel messaggio a Donald Trump, sapeva che sarebbe finito sotto i riflettori. E forse, proprio per questo, ha scelto parole inequivocabili, cariche di un tono quasi trionfale: "L'Europa pagherà il suo contributo in modo consistente, come è giusto che sia, e sarà una tua vittoria". Una frase che, una volta resa pubblica dal presidente americano, ha rivelato non solo l’intesa tra i due, ma anche il peso politico che Trump esercita sull’Alleanza Atlantica.
Già nel 2018, durante il suo primo mandato, Trump aveva minacciato gli alleati europei, inviando lettere infuocate a Germania e Italia per chiedere un aumento delle spese militari. Oggi, quel che allora sembrava una provocazione isolata si è trasformato in una linea politica concreta. Al vertice dell’Aja, i leader europei – alcuni a malincuore, altri con maggiore acquiescenza – si sono ritrovati davanti a una richiesta precisa: portare la spesa per la Difesa al 5% del Pil. Un obiettivo ambizioso, che comporterebbe un impegno di 54 miliardi di euro nei prossimi dieci anni.
Quello che emerge dalle parole di Rutte, però, non è solo una questione di bilancio. C’è un riconoscimento esplicito del ruolo di Trump nel forzare la mano agli alleati, costringendoli a un passo che, senza la sua pressione, difficilmente avrebbero compiuto. "Non è stato facile, ma siamo riusciti a far sì che tutti si impegnino", ha scritto il segretario generale, quasi a sottolineare come, dietro l’apparente caos della diplomazia trumpiana, si nasconda una strategia calcolata.
La scelta di rendere pubblico il messaggio rientra perfettamente nello stile del tycoon, che da sempre usa i social e le dichiarazioni a effetto per plasmare il dibattito politico. Ma al di là della spettacolarizzazione, il nodo resta quello della dipendenza europea dagli Stati Uniti in materia di sicurezza. Un rapporto che, nonostante le retoriche sull’autonomia strategica, si conferma ancora una volta asimmetrico.




