Alphadjo Cissè, il 19enne che ha stregato il Milan: esordio da sogno e top 10 nella storia rossonera
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Redazione Sport
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Il primo acuto di una nuova stagione porta la firma di un ragazzo che, fino a poche settimane fa, era un volto noto solo agli addetti ai lavori e ai tifosi più attenti del calcio giovanile. Alphadjo Cissè, classe 2006, ha trasformato l'esordio da titolare in una serata da ricordare, siglando la rete che ha sbloccato la gara contro il Torino e regalando i primi tre punti al Milan di Ruben Amorim.
Non si è trattato di un semplice gol, quanto piuttosto della presentazione in grande stile di un talento che promette di diventare una pedina importante nello scacchiere rossonero.
Un gol che vale una classifica
Con il destro al volo che ha superato il portiere granata, il giovane trequartista trevigiano non ha solo deciso il match dell'Olimpico, ma ha inciso il proprio nome in una prestigiosa classifica che lo lega alla storia del club. Quella rete, arrivata a 19 anni e 305 giorni, lo ha infatti proiettato nella top 10 dei marcatori più giovani del Milan in Serie A dal 2000.
Un traguardo che lo colloca tra i talenti più precoci che abbiano vestito la maglia rossonera in questo secolo, un dato che sarà certamente oggetto di analisi e, inevitabilmente, di paragoni con altri giovani che hanno brillato in passato e che attualmente condividono lo spogliatoio con lui.
Il retroscena di mercato e la scommessa vinta
L'ascesa di Cissè non è stata improvvisa, ma è il frutto di un lavoro di osservazione che il club di via Aldo Rossi aveva avviato già da tempo. Lo scorso gennaio, il Milan ha battuto sul tempo la concorrenza di diversi club, con un blitz che ha sorpreso anche l'olandese PSV Eindhoven, il quale aveva già prenotato un volo per portare il giocatore in Olanda. L'affare è stato chiuso per una cifra di circa 8 milioni di euro, con il giocatore poi lasciato in prestito al Catanzaro per completare la maturazione in Serie B.
L'esperienza in Calabria, interrotta da un infortunio al tendine degli adduttori, gli ha comunque permesso di mettersi in mostra, convincendo la dirigenza e il nuovo allenatore a puntare su di lui per la stagione appena iniziata.
La stima di Amorim e il nome senza accento
Il tecnico portoghese non ha mai nascosto la propria ammirazione per il classe 2006, arrivando a definirlo pubblicamente quasi come un giocatore "esperto" per la sua intelligenza tattica e la capacità di leggere le situazioni di gioco. La scelta di schierarlo titolare a Torino, in una partita complicata contro un avversario ostico, è stata la prova più tangibile di questa fiducia. Per il ragazzo, nato a Treviso da genitori guineani, la partita ha rappresentato anche l'occasione per chiarire un aspetto che spesso viene dibattuto: la pronuncia del suo cognome.
Ha tenuto a precisare che si scrive e si pronuncia "Cisse", senza accento sulla "e", mettendo fine a ogni possibile equivoco sulla corretta dizione.
Le parole del post-partita e il futuro
Al termine della partita, visibilmente emozionato ma con i piedi per terra, il giovane attaccante ha dedicato la rete alla famiglia, ringraziando chi gli è stato vicino durante il periodo dell'infortunio. Ha dichiarato di non aver ascoltato le parole di elogio del suo allenatore, concentrate invece sulla preparazione al match, ma di essere felice che i compagni gliele abbiano riportate.
Le sue parole sono state quelle di un professionista che sa di dover ancora dimostrare tanto: "Le parole del mio allenatore mi fanno solo piacere ma ora devo andare in campo e dimostrare". Un approccio umile che, unito al talento cristallino mostrato sul campo, fa ben sperare per il prosieguo di una stagione che per lui è iniziata nel modo migliore possibile.
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