Alphadjo Cisse, il sogno del ragazzo di Treviso diventato realtà: dalla periferia al gol con il Milan
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Redazione Sport
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Il calcio, si sa, è spesso una fabbrica di sogni, eppure la storia di Alphadjo Cisse, il diciannovenne trequartista del Milan, ha il sapore di una favola moderna che affonda le sue radici nei quartieri popolari di Treviso. Cresciuto nel rione che comprende Monigo, San Giuseppe e San Liberale, il giovane talento di origini guineane ha esordito in Serie A con i rossoneri nel modo più eclatante possibile, segnando il gol che ha sbloccato la partita contro il Torino e regalando una vittoria fondamentale alla sua squadra.
Un momento che sembra scritto apposta per chi, fino a pochi anni fa, andava ad allenarsi in bicicletta e sognava il calcio dei grandi, e che ora si trova proiettato sotto i riflettori del campionato italiano. La sua prestazione è stata tale da far parlare di lui non solo come una promessa, ma come una realtà concreta del nuovo Milan di Rubén Amorim, che non ha esitato a schierarlo titolare e a blindarlo dopo un precampionato più che positivo.
Dalle case popolari al grande salto: l’inizio della favola
La storia di Alphadjo Cisse comincia lontano dai campi scintillanti di San Siro, nei cortili e nei campetti di periferia di Treviso, dove il pallone era il miglior compagno di giochi. I primi passi li muove nel San Giuseppe, per poi passare all’Indomita 21, la squadra del quartiere San Liberale, dove la sua classe non è passata inosservata. "Da noi è arrivato quando aveva 7 anni – ricorda Marco Pinzi, allora vicepresidente dell’Indomita – era sempre allegro, si divertiva e presto fece notare le qualità tecniche e fisiche che aveva".
A formarlo ci sono i primi istruttori che ne plasmano il talento, e il piccolo Alphadjo, come lo chiamano tutti, si distingue per l’intelligenza calcistica e umana, oltre che per una serietà che incanta tutti. Il salto di qualità arriva quando Fabio Dalla Costa, responsabile del settore giovanile del Giorgione, lo porta a Castelfranco Veneto, un passaggio importante che lo mette in vetrina e che, guarda caso, è lo stesso percorso che aveva compiuto anche il suo attuale compagno di squadra, Yunus Musah.
Da quel momento, la sua crescita diventa inarrestabile, fino all'approdo nell'Hellas Verona, dove il 3 agosto 2020 mette piede per la prima volta nella sede del club, intimidito ma consapevole di stare per compiere un passo fondamentale verso il suo destino.
La consacrazione al Milan e il paragone con Robinho
Il vero e proprio salto nell'élite del calcio italiano, però, arriva solo dopo un investimento mirato del Milan, che lo acquista a titolo definitivo dal Verona per una cifra vicina ai 10 milioni di euro, lasciandolo poi in prestito al Catanzaro per fargli accumulare esperienza. In Calabria, Cisse si mette in luce con sei reti e prestazioni di altissimo livello, nonostante un grave infortunio muscolare ne abbia interrotto la stagione. Ma è il ritorno al Milan e l'incontro con il nuovo tecnico, Amorim, a rappresentare la svolta.
L’allenatore portoghese se ne innamora letteralmente, definendolo un giocatore di "qualità e creatività" e schierandolo titolare nella prima giornata di campionato contro il Torino. Una scelta che viene ripagata con l'interesse: un gol da vero attaccante, un destro preciso che sblocca la partita. A far discutere, però, sono soprattutto le parole di una leggenda rossonera come Massimo Ambrosini, che ha accostato il giovane talento a un fuoriclasse del passato come Robinho.
"Penso a Cisse e mi viene in mente Robinho – ha dichiarato Ambrosini – per la postura, la forma delle gambe e il modo di calciare". L'ex centrocampista ha poi aggiunto che il suo amico Alberto Aquilani, che lo ha allenato a Catanzaro, gli aveva già anticipato le potenzialità del ragazzo, definendolo "fortissimo".
La reazione del quartiere e il futuro in rossonero
Mentre i riflettori del mondo del calcio si accendono su di lui, a Treviso, nei luoghi in cui tutto è cominciato, la sua impresa viene vissuta con un'emozione che travalica il tifo. I suoi vecchi amici dell'Indomita si sono riuniti davanti alla televisione per vederlo giocare, e hanno esultato per il suo gol, nonostante per alcuni, come scherzano loro, la fede sia in realtà juventina.
"Con altri amici ci siamo riuniti davanti alla tv, domenica, per la partita del Milan e abbiamo esultato per il suo gol", racconta Marco Pinzi, sottolineando come questo traguardo sia il frutto di un percorso fatto di sacrifici e di gioia condivisa. Per la famiglia, rimasta legata alla semplicità, e per sua sorella Aminata, che studia per diventare nutrizionista, la sua ascesa è motivo di immenso orgoglio.
In questo contesto, le parole di Alphadjo dopo il match, in cui dedicava il successo ai suoi genitori per il supporto ricevuto dopo l'infortunio, sembrano riecheggiare come il sentito ringraziamento a tutto il suo passato. Adesso, la sfida per il giovane talento è quella di confermarsi: il tecnico Amorim, che lo ha già scherzosamente soprannominato "Alpha", pare intenzionato a concedergli spazio, e le gerarchie in attacco sembrano destinate a cambiare, con giocatori come Rafael Leao e Christian Pulisic chiamati a lottare per un posto che fino a poco tempo fa sembrava intoccabile.
A 19 anni, Cisse ha già dimostrato di avere i "crismi per essere protagonista", ma la sua testa, come lui stesso ha dichiarato, è già concentrata sulle prossime partite, con l'ambizione di imparare e rubare qualcosa da ogni allenamento e da ogni compagno, perché il sogno è solo all'inizio.
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