Il terzo scudetto che sa di rivincita: Perugia doma la Lube e si prende la scena

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non c’è stata partita. O meglio, la serie – conclusasi sul secco 3-0 per i Block Devils – lo è stata eccome, ma solo a intermittenza. La Sir Susa Scai Perugia ha scritto l’ennesima pagina di storia del volley italiano, laureandosi campione d’Italia per la terza volta al termine di una gara 3 che, a dispetto del punteggio rotondo nella serie, ha regalato emozioni e colpi di scena. Al PalaBarton, come era lecito attendersi da un atto conclusivo di questa portata, la tensione agonistica ha toccato vette altissime; e se da un lato i padroni di casa hanno dovuto sudare sette camicie per venire a capo di una Cucine Lube Civitanova tutt’altro che arrendevole, dall’altro l’esito del match ha confermato il divario tecnico e psicologico accumulato dagli uomini di Angelo Lorenzetti nel corso di una stagione semplicemente perfetta. Perugia vola, quindi, mentre per la formazione marchigiana si tratta dell’ennesima amarezza in una finale che sembva aver intrapreso il sentiero giusto, almeno nel primo parziale.

Gargiulo non brilla, ma la Lube trova slancio con Bottolo e Loeppky

Analizzando le prestazioni individuali dei cucinieri, emerge un quadro a tinte contrastanti. Da una parte c’è la consueta, encomiabile abnegazione di Edoardo Gargiulo: il centrale, giudicato con un 5,5 dalla stampa specializzata, ha messo sul piatto tutta la grinta che lo contraddistingue, specialmente nel secondo set quando la retroguardia sembrava sul punto di crollare. Tuttavia, la sostanza numerica parla chiaro: un bottino misero di soli 4 punti e un ben più preoccupante 33% in attacco rappresentano un parziale che pesa come un macigno, sebbene abbia contribuito a muro con due block utili a rallentare le bocche da fuoco umbre. Sul fronte opposto, però, ci si aspetterebbe ben altri numeri da un titolare in una finale scudetto. Una nota di merito, che forse stride con il risultato finale, va invece a Mattia Bottolo e al libero Fabio Balaso, quest’ultimo premiato per la solidità in ricezione. L’opposto Eric Loeppky ha fatto intravedere lampi di autentico valore: i suoi numeri in attacco sono eccellenti (62%) e nel secondo set ha infilato due ace pesantissimi che per un attimo hanno fatto sognare la rimonta, facendo involare la Lube sul 20-14 e mettendo alle corde il fortino bianconero. Purtroppo per lui e per i suoi, quei lampi non sono bastati a sostenere l’intera impalcatura della squadra.

La rimonta che cambia la serie: Perugia non molla mai

A differenza delle previsioni della vigilia, che vedevano i Block Devils nettamente favoriti, la Lube è partita con il piede sull’acceleratore. Nel primo set, chiuso 25-27, i ragazzi di Giampaolo Medei hanno dimostrato una solidità nervosa invidiabile, annullando un vantaggio perugino e mostrando i muscoli nei momenti che contano. Sembrava l’inizio di una lunga notte per Lorenzetti e i suoi, ma è proprio nelle difficoltà che Perugia ha tirato fuori il carattere da campione. Il secondo parziale è stato un autentico ribaltone: sotto di sei lunghezze (14-20), la Sir ha rimesso la freccia sfruttando l’ingresso di Dzavoronok dalla panchina e affidandosi alla battuta tagliente di Ben Tara. La rimonta, concretizzata sul 26-24, ha letteralmente scavato un solco psicologico incolmabile. Da quel momento, la Lube – pur lottando con le unghie e con i denti nel terzo e quarto set – ha smarrito la brillantezza iniziale, commettendo quegli errori al servizio (ben 32 complessivi) che alla lunga si sono rivelati fatali.

Una festa meritata e un gesto di fair-play che non passa inosservato

Mentre il PalaBarton esplodeva per il terzo tricolore della storia del club (dopo quelli del 2018 e del 2024), l’occhio attento del cronista ha colto un dettaglio non secondario durante la cerimonia di premiazione. Mentre la maggioranza dei giocatori di Civitanova si preparava a lasciare il campo con la delusione stampata in volto, due atleti si sono distinti per un gesto di grande sportività. Gargiulo, nonostante la prestazione opaca, ha trovato la forza di applaudire la celebrazione perugina, unendosi idealmente a Marko Podrascanin, ex di turno e bandiera della Sir, in un momento che il popolo bianconero ha sicuramente apprezzato. È in questi piccoli, significativi gesti che si misura lo spessore degli uomini oltre che quello degli atleti. Perugia, dal canto suo, ha così archiviato la pratica dando seguito al dominio mostrato in regular season. La squadra affidata al regista Giannelli (in campo con la consueta regia lucida) e alla potenza di Ben Tara, top scorer con 18 punti in gara 3, ha confermato di essere un meccanismo perfetto, capace di vincere anche quando le percentuali di ricezione sembrano vacillare.

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