Raffica di attacchi russi in Ucraina: otto vittime civili e decine di feriti nelle ultime ore
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Redazione Esteri
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L'ondata di violenza che si è abbattuta sull'Ucraina nelle ultime ventiquattro ore non accenna a diminuire, con un bilancio che parla chiaro: almeno otto civili hanno perso la vita e decine di persone sono rimaste ferite a seguito di una serie di attacchi coordinati dalle forze di Mosca che hanno preso di mira diverse regioni del Paese.
Le autorità locali hanno confermato che i raid, che hanno coinvolto tanto droni quanto missili balistici e bombe plananti, hanno colpito indistintamente infrastrutture civili e abitazioni, gettando ancora una volta nel caos le comunità già provate da oltre due anni di conflitto.
Il raid su Kharkiv e il dramma di una famiglia
Tra gli episodi più gravi riportati dalla stampa ucraina e dalle dichiarazioni ufficiali, spicca l'attacco missilistico che ha sconvolto la città nordorientale di Kharkiv, dove una donna di quarant'anni ha perso la vita e altre dodici persone sono rimaste ferite, tra cui i suoi due figli.
Il più piccolo, un bambino di appena dieci anni, è stato ricoverato in ospedale in condizioni che al momento non sono state rese note dalle strutture sanitarie, mentre la figlia maggiore, una ragazza di diciassette anni, ha riportato un forte stato di shock ed è stata soccorsa direttamente sul posto dai sanitari intervenuti prontamente.
L'impatto del missile ha raso al suolo un'abitazione e danneggiato in modo significativo oltre dieci edifici circostanti, trasformando un intero quartiere residenziale in un cantiere di macerie e vetri infranti, con i soccorritori che hanno lavorato senza sosta per mettere in sicurezza l'area e prestare assistenza ai feriti.
Zaporizhzhia e l'aviazione russa: bomba planante su un distributore
Il quadro della giornata di violenza si è completato con quanto accaduto a Zaporizhzhia, dove l'aviazione russa ha sganciato una bomba planante che ha centrato in pieno un distributore di carburante, causando una deflagrazione di notevole intensità e provocando la morte di un'altra persona e il ferimento di altre sei.
L'attacco, che ha sollevato una colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza, ha richiesto l'intervento immediato dei vigili del fuoco per domare le fiamme e impedire che l'incendio si propagasse alle strutture vicine, mentre le autorità locali hanno avviato le operazioni di messa in sicurezza dell'area e il conteggio dei danni materiali. Questi due fronti, quello di Kharkiv e quello di Zaporizhzhia, rappresentano soltanto i capitoli più cruenti di una giornata che ha visto l'intero territorio nazionale esposto alla minaccia costante dei raid russi.
La capitale sotto shock: missili balistici su Kyiv nella notte
Nel frattempo, la capitale Kyiv è stata nuovamente presa di mira nella notte tra il 25 e il 26 luglio, quando le forze armate russe hanno lanciato un attacco missilistico balistico che ha colpito un edificio residenziale della città, seminando panico tra la popolazione e costringendo i residenti a cercare riparo nei rifugi sotterranei.
L'incursione notturna è arrivata all'indomani dell'avvertimento lanciato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che aveva messo in guardia l'opinione pubblica circa l'imminenza di un altro massiccio attacco missilistico contro la capitale da parte di Mosca, una previsione che si è purtroppo rivelata tragicamente accurata.
I servizi di emergenza, come riferito dallo stesso Zelensky in relazione all'attacco su Kharkiv, sono stati dispiegati tempestivamente sul posto per gestire l'emergenza e soccorrere i feriti, mentre i vigili del fuoco hanno lavorato per spegnere gli incendi divampati tra le macerie e mettere in sicurezza le strutture pericolanti.
La risposta ucraina e il tributo di sangue quotidiano
Le autorità di Kyiv hanno condannato con forza questi nuovi attacchi, definendoli un'ulteriore prova della strategia terroristica messa in atto dal Cremlino per piegare la resistenza della popolazione ucraina attraverso il terrore e la distruzione delle infrastrutture civili. I raid missilistici e con droni, che ormai si susseguono con cadenza quasi quotidiana su tutto il territorio nazionale, hanno costretto le autorità a rafforzare i sistemi di difesa aerea e a lanciare ripetuti appelli alla popolazione affinché rimanga vigile e si rechi nei rifugi al suono delle sirene.
Mentre i soccorritori continuano a setacciare le macerie alla ricerca di eventuali dispersi e i medici lavorano senza sosta per curare i feriti, il bilancio delle ultime ore si aggiunge a una lunga scia di sangue che ha già segnato profondamente il conflitto, con le vittime civili che rappresentano purtroppo il tributo più alto pagato da un popolo che non cessa di subire le conseguenze di una guerra che si trascina ormai da troppo tempo.
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