Strage di Kramatorsk, bomba russa su due autobus: 33 morti

Strage di Kramatorsk, bomba russa su due autobus: 33 morti
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un attacco russo condotto con una bomba planante ha colpito due autobus di linea in transito a Kramatorsk, nella regione di Donetsk, causando la morte di 33 persone e il ferimento di altre 18. È il bilancio più grave registrato in Ucraina nelle ultime settimane, maturato nella tarda mattinata di giovedì 8 ottobre lungo una strada dove i due mezzi del trasporto pubblico viaggiavano a breve distanza l'uno dall'altro.

Secondo quanto riferito dalla polizia nazionale ucraina, l'ordigno appartiene alla categoria delle bombe plananti, munizioni che vengono lanciate a distanza di sicurezza dagli aerei russi e che, una volta rilasciate, planano verso l'obiettivo senza che il velivolo che le ha sganciate entri nel raggio delle difese antiaeree. La Procura nazionale ha annunciato l'apertura di un'indagine preliminare per crimini di guerra, mentre sul posto operano squadre investigative, personale del servizio di emergenza e agenti della polizia di pattuglia.

Il contesto della città sul fronte orientale

Kramatorsk occupa da tempo una posizione strategica nel dispositivo militare ucraino. Occupata brevemente dai separatisti filorussi nel 2014, prima di essere riconquistata dalle forze di Kiev, la città costituisce un centro logistico di primaria importanza per l'esercito nella regione di Donetsk, epicentro dei combattimenti da oltre un decennio. La sua rilevanza non è sfuggita ai comandi russi, che nelle ultime settimane hanno intensificato i raid con droni e bombe guidate proprio contro questo asse urbano, descritto dagli osservatori come parte della cosiddetta cintura fortificata ucraina.

Il governatore regionale Vadym Filashkin, dopo l'attacco, ha esortato i civili a lasciare la zona, regolarmente bersagliata da ordigni di potenza considerevole. La sospensione del trasporto pubblico è stata disposta non solo a Kramatorsk, ma anche nella vicina Sloviansk, a testimonianza del peggioramento delle condizioni di sicurezza nell'intero settore.

Le reazioni delle autorità ucraine

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha condannato con durezza l'accaduto, definendolo un attacco deliberato contro la popolazione civile. «Questo attacco non rimarrà senza risposta», ha dichiarato il capo dello Stato, aggiungendo che la Russia sta cercando di «distruggere ogni forma di vita nel Donbass».

Il capo dell'Ufficio presidenziale, Kyrylo Budanov, è intervenuto in serata con una nota in cui ha parlato di «distruzione consapevole di persone», sostenendo che quanto avvenuto a Kramatorsk non risponde ad alcuna logica militare ma a una precisa strategia di annientamento del tessuto civile della regione. La Procura ha precisato che il numero delle vittime potrebbe ancora salire, dal momento che diversi dei feriti ricoverati versano in condizioni critiche. Le immagini diffuse dai servizi di emergenza mostrano uno degli autobus completamente bruciato e detriti sparsi sulla carreggiata.

Il quadro diplomatico e le preoccupazioni di Washington

L'attacco è arrivato a poche ore di distanza da un altro grave episodio che il giorno precedente aveva provocato 22 vittime a Pryluky, nel nord del Paese, dove un missile aveva centrato un edificio residenziale di cinque piani. Sul fronte diplomatico, il segretario di Stato americano Marco Rubio, in un'intervista al quotidiano greco Kathimerini, ha parlato di una situazione di «stallo strategico» in cui versa il conflitto, avvertendo che simili stalli si risolvono «o con il negoziato o con un'escalation da parte di una o di entrambe le parti».

Rubio ha espresso preoccupazione per la possibilità che il conflitto si intensifichi fino a coinvolgere altri Paesi, citando anche il rischio di operazioni di sabotaggio in Stati confinanti. Nella giornata di venerdì è previsto l'arrivo negli Stati Uniti di una delegazione ucraina guidata dal capo dell'Ufficio presidenziale, attesa a Miami per colloqui con l'inviato speciale Steve Witkoff e con Jared Kushner. Ai negoziati sono stati invitati anche i consiglieri per la sicurezza nazionale di Gran Bretagna, Francia e Germania, insieme a rappresentanti della Nato e dell'Unione europea.

L'ondata di attacchi e la crisi energetica

L'attacco di Kramatorsk si inserisce in una sequenza di raid che nelle ultime settimane ha preso di mira in modo sistematico le infrastrutture energetiche ucraine, con l'obiettivo dichiarato dalle autorità di Kiev di fiaccare la capacità di resistenza del Paese in vista dell'inverno.

Nella capitale Kiev, la società energetica DTEK ha annunciato l'introduzione di interruzioni di corrente di emergenza, aggiuntive rispetto ai blackout programmati, mentre la polizia ha riferito di aver neutralizzato due testate missilistiche balistiche inesplose del peso di circa mezza tonnellata ciascuna, cadute nei pressi di edifici residenziali.

Il governo britannico, dal canto suo, ha annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia e un contributo di 54 milioni di sterline in aiuti a Kiev, mentre il ministro degli Esteri Ed Miliband, in visita nel Paese, ha parlato di una precisa intenzione di terrorizzare la popolazione civile.

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