Senigallia, Cameruccio, Romagnoli e Canestrari: tre assessori certi nella giunta-rebus

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il complesso risiko politico che dovrebbe portare alla nascita della nuova giunta di Senigallia, guidata dal sindaco riconfermato Massimo Olivetti, subisce un ulteriore slittamento tecnico, ritardando di fatto l’annuncio ufficiale della squadra che lo affiancherà per i prossimi cinque anni.

Una frenata, quella imposta dalla necessità di effettuare dei riconteggi sui voti richiesti da due candidati di Fratelli d'Italia, che congela momentaneamente una situazione già di per sé in ebollizione, caratterizzata da serrati incontri bilaterali e da un continuo rincorrersi di ipotesi e contro-ipotesi sui nomi.

Nonostante lo stallo tecnico-amministrativo, tre figure emerse con prepotenza dalle urne - e già note ai più per il precedente mandato - hanno però già blindato la loro poltrona all'interno dell'esecutivo cittadino, come del resto testimonia la forza delle preferenze raccolte durante la tornata elettorale. Si tratta di Gabriele Cameruccio, Simona Romagnoli e Alan Canestrari, tutti espressione del civismo più autentico e pronti, a questo punto, a riprendersi le deleghe che avevano già gestito in passato.

I pesi massimi della civica e il rebus degli equilibri

A fare da traino in questo scacchiere politico, in cui ogni mossa appare al momento ancora incerta, è senza dubbio la lista civica "Senigallia al Centro", forza trainante che ha conquistato ben sei seggi in Consiglio e che, forte di questo risultato, rivendica il peso maggiore nella futura giunta a sei.

Se per Simona Romagnoli (che veleggia sulle 375 preferenze) si preannuncia una riconferma quasi automatica al turismo, per Gabriele Cameruccio si profila molto probabilmente la poltrona di vicesindaco, un riconoscimento dovuto al fatto che, con i suoi 812 voti, è stato il più votato in assoluto. A loro si aggiunge un altro nome caldo proveniente da questa galassia, quello di Andrea Morsucci (che ha totalizzato 400 preferenze), la cui eventuale presenza in giunta è ancora al centro delle ultime valutazioni del primo cittadino.

Sul fronte opposto, quello delle liste tradizionali, la spartizione si fa più complicata: se per "La Civica" l’ingresso di Alan Canestrari (che si riprenderà le Attività Produttive) è cosa fatta, il vero nodo da sciogliere riguarda la delicata gestione delle ambizioni della Lega e di Fratelli d'Italia, i cui rappresentanti si trovano a dover fare i conti con i numeri e le incompatibilità.

Il nodo Lega e la partita a scacchi di Fratelli d'Italia

Attorno al cosiddetto "Nodo Lega", si gioca una delle partite più delicate e decisive per la tenuta della maggioranza: se si guardano i puri dati statistici emersi dallo scrutinio, al Carroccio spetterebbe di diritto un solo seggio nell’esecutivo, un computo che però i vertici del partito, i quali spingono per figure come Luca Santarelli ed Elena Campagnolo, non sembrano intenzionati ad accettare passivamente.

Un’altra questione spinosa è rappresentata dalla necessità di rispettare le quote rosa all'interno della squadra di governo, un vincolo normativo che rischia di rivoluzionare le gerarchie interne ai partiti maggiori.

In casa Fratelli d'Italia, ad esempio, il discorso è particolarmente intricato: escluso il più votato Corrado Canafoglia a causa della sua carica di consigliere regionale, e considerata l’incompatibilità che impedisce a Massimo Bello di ricoprire due ruoli, si apre concretamente la strada per Lara Landi (prima delle elette donne del partito), anche se sullo sfondo rimangono le suggestioni legate ai nomi di Riccardo Pizzi e alla possibile assegnazione della Presidenza del Consiglio Comunale a un esponente delle civiche.

L’incastro perfetto e le deleghe ancora in bilico

In attesa che il sindaco Olivetti trovi l’incastro perfetto capace di soddisfare tutte le anime della coalizione - un lavoro certosino che lo ha visto confrontarsi ininterrottamente con i vari rappresentanti dei partiti nell'ultimo weekend - la composizione della giunta rimane un rebus la cui soluzione è rimandata ai primi giorni della prossima settimana.

Al di là delle tre certezze assolute (Cameruccio, Romagnoli e Canestrari), molte posizioni sono ancora in alto mare e dipendono da scelte incrociate: se Forza Italia appare destinata a restare fuori dalla giunta nonostante i suoi vertici locali abbiano chiesto un faccia a faccia con Olivetti, alcune figure esterne potrebbero comunque essere ripescate per dirigere partecipate o enti satelliti, una soluzione che consentirebbe di non disperdere competenze senza alterare i delicati equilibri numerici dell’esecutivo.

Nel frattempo, i riconteggi elettorali proseguono senza intoppi particolari, e sebbene rappresentino un piccolo intoppo burocratico, non sembrano al momento in grado di scalfire la certezza del dato politico emerso dalle urne, che vede le civiche del sindaco nettamente prevalenti sui partiti tradizionali.

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