Olivetti al secondo mandato, tra avanzi da spendere e la sfida delle civiche

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Massimo Olivetti ha riconquistato la guida di Senigallia, un successo arrivato al termine di una maratona elettorale logorante che lo ha visto prevalere già al primo turno sullo sfidante Dario Romano. Il verdetto delle urne, certificato dalla proclamazione ufficiale, restituisce l’immagine di una città che premia la continuità amministrativa, sebbene il margine - cinquantuno virgola settantaquattro per cento contro quarantasette virgola trenta - sia stato più esiguo di quanto la volata finale non lasciasse intendere.

A fare la differenza, come sottolineato dallo stesso sindaco in una delle sue prime dichiarazioni post-voto, è stata la capacità della sua coalizione di mettere sul campo un’enorme mole di risorse, oltre sette milioni e mezzo di euro di avanzo di bilancio, che adesso dovranno essere immediatamente riversati sul sociale e sui lavori pubblici.

Consiglio rinnovato, il record di Cameruccio e le sonore bocciature

Con oltre diciassettemila preferenze scrutinate, il nuovo Consiglio comunale presenta una geografia politica profondamente ridisegnata rispetto al passato: quindici seggi andranno alla maggioranza a sostegno di Olivetti, mentre nove restano all’opposizione sotto la guida di Romano. L’exploit individuale più clamoroso porta la firma di Gabriele Cameruccio, assessore uscente capace di raccogliere ottocentododici preferenze in solitaria, un record che lo candida naturalmente al ruolo di vicesindaco nella futura Giunta.

Ma se Cameruccio trionfa, non mancano le delusioni pesanti: tra i banchi del Partito Democratico, nonostante l’ottima performance di Anna Paola Fabri e Alessandra Olivetti (entrambe a trecentonovantacinque voti), resta clamorosamente fuori Rodolfo Piazzai, fermo a duecentodue preferenze, mentre nella compagine di maggioranza la lista "Noi con Olivetti" non supera neppure lo sbarramento, escludendo di fatto Marcello Liverani e Davide Da Ros.

L’effetto civiche e il ridimensionamento dei partiti

Quel che emerge con chiarezza dallo spoglio è il trionfo delle liste civiche, in particolare di "Senigallia al Centro", che da sola ha intercettato quasi il venti per cento dei consensi, spingendo sei suoi esponenti tra i banchi dell’assemblea cittadina. Andrea Morsucci, ex referente di un comitato di alluvionati, è la sorpresa più significativa di questa lista, forte di quattrocento preferenze personali che gli garantiscono un posto al sole accanto a nomi più consolidati come Simona Romagnoli.

Le forze politiche tradizionali, di conseguenza, appaiono ridimensionate: Fratelli d’Italia si attesta all’undici virgola cinque per cento (confermando il dato di sei anni fa), la Lega fatica a superare la soglia del sette per cento, mentre il Pd, pur risultando la prima forza assoluta della città con il ventisette per cento, si trova a fare i conti con l’ascesa di movimenti centristi che rendono Olivetti meno dipendente dalle logiche di partito.

La formazione della Giunta, tra equilibri e quote rosa

Proclamato ufficialmente sindaco nella mattinata di ieri, Olivetti ha ringraziato la famiglia e i competitor, ma ha già gli occhi puntati sulla composizione del nuovo esecutivo: una partita complessa, segnata da almeno due variabili di peso. Da un lato, i numeri impongono il rispetto delle quote di genere, un vincolo che rischia di escludere qualcuno tra gli uomini più votati (come Luca Santarelli della Lega, che potrebbe lasciare spazio a Elena Campagnolo) e che pone interrogativi sulla posizione di Massimo Bello, possibile presidente del Consiglio.

Dall’altro, l’autonomia politica conquistata dal sindaco grazie al risultato delle civiche gli consente di operare delle scelte meno condizionate dai partiti, anche se il peso specifico di Gabriele Cameruccio appare ormai inamovibile. Le ipotesi sul tavolo restano numerose, con diversi nomi - da Alan Canestrari ad Alessandro Cicconi Massi - in bilico tra un seggio in Giunta e la permanenza tra i banchi del Consiglio, in attesa che il puzzle dell’esecutivo trovi la sua quadratura definitiva.

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