Olivetti annuncia la giunta entro il week-end: «Si riparte dai 7 milioni di avanzo»
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Redazione Interno
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A meno di ventiquattr’ore dalla rielezione, il sindaco Massimo Olivetti – che ha riconquistato la guida di Senigallia al termine di una sfida serrata con lo sfidante Dario Romano – non ha concesso tregua alla macchina amministrativa: la nuova giunta sarà nominata entro il fine settimana. L’ha annunciato lui stesso in un’intervista rilasciata a caldo, fissando un ruolino di marcia che lascia poco spazio alla sosta; l’obiettivo dichiarato è mettere subito mano ai primi impegni programmatici, a cominciare dall’utilizzo dei sette milioni e mezzo di euro derivanti dall’avanzo di bilancio.
Una cifra, quella accantonata, che il primo cittadino intende orientare rapidamente verso capitoli nevralgici come il sociale e i lavori pubblici, senza disperdere il capitale politico accumulato durante la campagna elettorale.
I numeri del voto e la geografia del consenso
Il risultato che ha consegnato a Olivetti un secondo mandato si è definito solo nella tarda serata di ieri, quando lo spoglio delle quarantatré sezioni ha consolidato il vantaggio del centrodestra: il sindaco uscente ha chiuso al 51,74%, mentre Romano si è attestato al 47,30%, lasciando l’outsider Marco Binci – fermo allo 0,96% – fuori dal gioco bipolare che caratterizza la politica cittadina.
Una svolta, quella finale, che ha ribaltato l’andamento delle prime rilevazioni: se nelle prime tre sezioni scrutinare era stato proprio Romano a balzare in avanti, lo stacco di Olivetti è cresciuto progressivamente sino a diventare incolmabile. A dare la spallata decisiva, raccontano i dati, è stata la sezione numero 14, dove il margine a favore del sindaco ha toccato quota cento preferenze; curioso, invece, l’equilibrio perfetto registrato nella sezione 37 di Sant’Angelo, dove entrambi i principali contendenti si sono fermati a 238 voti.
La composizione del nuovo consiglio comunale
Con la convalida degli eletti da parte della commissione elettorale, il nuovo Consiglio comunale prende forma in modo inequivocabile. Al centrodestra – grazie al premio di maggioranza – vanno complessivamente quindici seggi, mentre al centrosinistra ne vengono assegnati nove, comprensivi di quello che spetta di diritto a Dario Romano in quanto candidato sindaco non eletto.
Un aspetto, quest’ultimo, destinato a mutare nelle prossime settimane: alcuni dei consiglieri, una volta nominati assessori, lasceranno infatti il proprio scranno per far posto ai primi dei non eletti nelle rispettive liste. Osservando nel dettaglio le singole formazioni, spiccano i sei seggi conquistati da "Senigallia al Centro" – che con i suoi 4.352 voti ha sfiorato il 20% – mentre Fratelli d’Italia ne ottiene quattro, "La Civica" e la Lega due ciascuna, e Forza Italia uno.
Dalla parte opposta dell’aula, il Partito Democratico siederà con sei consiglieri, affiancato da un rappresentante di "Onda Civica" e da Marco Lion per "Senigallia Cambia – Alleanza Verdi e Sinistra", che ha superato lo storico esponente Enrico Pergolesi.
Tra incarichi imminenti e pesi politici ridisegnati
L’attenzione, ora, si sposta sulla composizione della squadra di governo: Olivetti ha promesso che l’intera coalizione che lo ha sostenuto verrà coinvolta attivamente, un messaggio rivolto in particolare alle anime civiche che – sommate tra loro – hanno raggiunto una quota complessiva di consensi superiore al 27%.
Un dato, questo, che ridimensiona il peso dei partiti tradizionali all’interno della maggioranza: se Fratelli d’Italia si conferma in linea con il risultato di sei anni fa (attorno all’11,5%), la Lega arretra al 6,7% e Forza Italia fatica a superare la soglia del 4%. L’opposizione, dal canto suo, potrà contare su una pattuglia nutrita, con il Pd che si attesta come prima forza cittadina in termini percentuali (27%) pur finendo all’opposizione.
Le carte sono sul tavolo; entro domenica le pedine verranno spostate, e il gioco – se così si può chiamare il governo di una città – ricomincerà dalla casella dei sette milioni da spendere.




