Bogliasco, il raggiro del finto carabiniere non regge: dipendente di banca insospettito e truffatore finisce denunciato

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   L’intuito di un impiegato di banca, insospettitosi di fronte alla richiesta di un prelievo improvviso e consistente, ha permesso di spezzare la catena dell’inganno ordito ai danni di un’anziana residente a Bogliasco, un meccanismo rodato che, grazie alla prontezza di riflessi di alcuni e alla tecnologia, si è inceppato prima di arrivare a compimento. La vicenda, che ha visto protagonista una pensionata del luogo, si sarebbe potuta concludere con l’ennesimo, doloroso capitolo di cronaca nera se non fosse scattato quel campanello d’allarme, umano e professionale, che ha portato all’identificazione e alla denuncia di uno dei malviventi da parte dei carabinieri.

Tutto ha avuto inizio con una telefonata, quella che purtroppo per molti anziani rappresenta l’inizio di un incubo: dall’altro capo del filo una voce si qualificava come appartenente all’Arma, mettendo in scena il copione, ormai tristemente noto, del finto maresciallo che annuncia il coinvolgimento di un parente in un grave incidente stradale. La necessità di denaro contante e di oggetti preziosi per far fronte a una fantomatica e urgente necessità, come il pagamento di una cauzione o le spese legali per il familiare, veniva presentata alla donna con un tono fermo e apparentemente rassicurante, tale da vincere le sue iniziali resistenze e indurla ad aprire la porta di casa a due uomini che nel frattempo si erano presentati alla sua abitazione, spacciandosi per colleghi del sedicente carabiniere. Una volta dentro, i due si sono fatti consegnare quanto la vittima custodiva tra le mura domestiche: gioielli e del denaro contante, un primo, ingiusto bottino.

Non paghi del risultato, però, i malfattori hanno convinto l’anziana a recarsi in banca per effettuare un prelievo di una somma ben più cospicua, un’ulteriore richiesta che avrebbe dovuto chiudere definitivamente la partita a loro favore. Ed è stato proprio in quel passaggio, quello dell’accesso in filiale, che il castello di menzogne ha iniziato a vacillare. La donna, ancora sotto l’effetto della pressione psicologica esercitata dai truffatori, si è presentata allo sportello con la chiara intenzione di ritirare una somma di denaro che, per importo e modalità, ha subito insospettito il dipendente che la stava assistendo. Quel professionista, formato forse anche per riconoscere i segnali di un potente raggiro in atto, non si è limitato a eseguire una transazione, ma ha scelto di scavare più a fondo, comprendendo che dietro quella richiesta si celava probabilmente una situazione di disagio e di costrizione. Ha quindi contattato i reali carabinieri, dando così il via a un meccanismo di tutela che si è rivelato decisivo.

La rete della videosorveglianza e la collaborazione istituzionale tessono la tela che inchioda il malvivente

Una volta allertati, i militari dell’Arma hanno potuto contare su un alleato fondamentale nella ricostruzione della dinamica e nell’identificazione dei responsabili: il sistema di videosorveglianza comunale, ormai diffuso capillarmente sul territorio di Bogliasco. Le immagini registrate dalle telecamere, incrociate con i racconti e i pochi elementi disponibili, hanno permesso di tracciare i movimenti dei due truffatori, di seguirne le tracce e infine di individuarne uno con certezza, portando a una denuncia a suo carico che chiude almeno in parte il cerchio su questa brutta pagina. La sinergia tra il pronto intervento del cittadino modello, il dipendente della banca, e l’efficacia degli strumenti tecnologici a disposizione degli enti locali ha così consentito di evitare che la pensione di un’anziana finisse nelle tasche di chi specula sulla paura e sulla buona fede della gente, un risultato che l’amministrazione comunale non ha mancato di sottolineare, ringraziando pubblicamente tutte le parti coinvolte per l’attenzione e il senso di responsabilità dimostrati. L’episodio, se da un lato conferma la pericolosità di un fenomeno criminale in costante evoluzione nelle sue modalità comunicative, dall’altro dimostra come la prevenzione e la prontezza nel riconoscere i segnali di un inganno possano fare la differenza, trasformando un potenziale dramma in una semplice, seppur spiacevole, lezione di vita.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.